La lettera del dott. Alberto Vito

Desidero ringraziare la Direzione e la Redazione del giornale gratuito Napoli per aver scelto di inviare 200 copie del giornale all’Ospedale Cotugno che l’Unità di Psicologia provvede a distribuire nei reparti di degenza. Si tratta di un piccolo ma concreto gesto che serve a rendere meno faticoso il periodo di ricovero ospedaliero. La moderna medicina si è affrancata da una concezione esclusivamente biologica del concetto di cura, a favore di un modello più integrato in cui rientrano a pieno diritto i bisogni psicologici, emotivi e familiari dei pazienti affetti da malattie organiche.

Con una sintesi, possiamo dire che “non curiamo più malattie, ma persone”, intendendo proprio che vi è la consapevolezza di quanto gli stati emotivi, le aspettative, il vissuto che accompagna l’esperienza di malattia possa influenzare in modo attivo il percorso di guarigione. In tale modello, acquistano centralità la comunicazione, la relazione operatore sanitario-paziente, il coinvolgimento del paziente e dei suoi familiari nel percorso di cura. Nello specifico, la psicologia ospedaliera, si occupa proprio di ridurre lo stress aggiuntivo che l’esperienza del ricovero, con la separazione dai ritmi quotidiana, la riduzione della privacy e l’allontanamento dai familiari, inevitabilmente provoca. Allo stress legato allo stato di malattia e alle proprie condizioni fisiche, si aggiunge un ulteriore quota di disagio. È evidente come le necessità infettivologiche legate ad evitare l’ulteriore diffusione del contagio, rendano l’attuale situazione dei ricoverati per Covid 19 ancora più pesante. Essi, infatti, non vedono in viso neanche gli operatori sanitari che entrano nelle loro stanze e sono vietate le visite dei familiari. A ciò si deve aggiungere l’inevitabile stress per le preoccupazioni per il proprio stato di salute e di quello dei propri cari, oltre che le possibili ripercussioni fisiche della malattia. Già da diversi anni, alcune Associazioni di volontariato, tra cui Compagni di Viaggio onlus, con il Progetto di “Bookcrossing in corsia”, e l’Associazione Koinè, si sono prodigate con progetti che prevedono la donazione di libri ai pazienti, proprio per rendere meno faticoso il periodo di ricovero.
La donazione del giornale gratuito Napoli si inscrive dunque all’interno di una tradizione di iniziative di psicologia ospedaliera volte ad umanizzare le strutture sanitarie. La lettura del vostro giornale può rappresentare un piccolo momento di svago, oltre che l’esempio di un’attenzione costante alla qualità del ricovero ospedaliero. Occuparsi di dettagli apparentemente secondari è ciò che differenzia le strutture sanitarie di eccellenza.


dott. Alberto Vito