Sfida Covid tra due big

da | Ott 3, 2020 | Primo piano

Al momento in cui scriviamo è stata accertata la positività solo di Zielinski e di un membro dello staff. Quali saranno però gli esiti del terzo giro di tamponi effettuati nella mattinata odierna i cui risultati saranno noti solo in serata?
Dire che la notizia è stata come un fulmine a ciel sereno è un eufemismo visto quello che sta accadendo al Genoa dove i casi di positività aumentano di giorno in giorno, però che l’accidente dovesse capitare proprio alla vigilia di Juventus-Napoli toglie a questa attesissima partita quel pizzico di “cattiveria” che ha sempre contraddistinto le sfide tra le due squadre e le rispettive tifoserie.
Facciamo finta, perché lo impone lo scellerato protocollo Uefa,, che sia tutto… normale e che domani, senza il solo Zielinski, Juve e Napoli disputino la terza gara di campionato. Siamo solo alla terza giornata eppure Juve-Napoli può rappresentare sia per i bianconeri che per gli azzurri la prima importante svolta della stagione. Pirlo è al suo primo vero esame da allenatore e deve vincere per evitare le prime critiche. Gattuso cerca conferme sulla reale competitività e forza del “suo” gruppo per poter aspirare a qualcosa di… altro che non sia il quarto posto. Una bella sfida, insomma, tra due squadre e due allenatori fortemente motivati e fautori di un calcio offensivo a tutto tondo. Il match, a nostro avviso, è più cruciale per la Juve che se non vincesse potrebbe ritrovarsi già staccata di 4 o 5 lunghezze dall’Inter in trasferta contro la Lazio e dall’Atalanta che ospiterà il Cagliari, mentre il Napoli, ansie e timori Covid a parte, può affrontare la gara senza patemi, avendo nulla da perdere, giocandosela con attenzione ma a viso aperto potendo contare su un gruppo già plasmato e consolidato tatticamente che Gattuso ben conosce. Anche l’assenza di Zielinski, se rimarrà l’unica, per quanto importante al pari di quella dell’infortunato Insigne, non creerebbe grossi scompensi nell’economia tattica del Napoli perché Demme o Lobotka, eventuali sostituti assicurano buone geometrie, una minore spinta offensiva ma in fase difensiva e di non possesso palla garantiscono maggiore copertura e più incisività per interrompere le linee di passaggio avversarie.


Il Napoli, se avrà la testa sgombra, deve confermare la brillantezza, la velocità e l’incisività dimostrate contro il Genoa. Grinta e carattere devono essere l’arma in più per mettere in difficoltà una Juve che Pirlo sta ancora studiando e non sembra essere ancora riuscito ad inquadrarla del tutto dal punto di vista sia tattico che degli uomini da impiegare. Il tecnico bianconero sta studiando varie soluzioni e contro i giallorossi le scelte fatte non sono sembrate felici e suffragate da risposte convincenti degli uomini mandati in campo. Alcuni giocatori, vedi Kulusevski, Quadrado e Rabiot erano fuori ruolo mentre McKennie e Morata, al suo esordio bis in maglia bianconera, hanno reso molto poco rispetto alle aspettative. Ed è un peccato per il Napoli che non sarà della gara l’ evanescente Rabiot di domenica, squalificato, mentre al suo posto giocherà certamente Bentancur, vero perno del centrocampo, e quasi sicuramente Arthur che in mezz’ora contro la Roma ha già fatto vedere il suo potenziale tecnico e tattico. Senza dimenticare che Dybala è ormai quasi pronto e scalpita per giocare. Sarebbe solo un problema in più per un Napoli che punterà su Osimhen e Mertens e Lozano per tentare un “colpaccio” ora come ora non impossibile. Covid permettendo.
P.S. – Abbiamo comunque presentato la partita che, visto il protocollo Uefa, si deve (ci permettiamo dire: si dovrebbe!) giocare. Ma la domanda seria da porsi è: Conviene giocarla questa partita Juve-Napoli? Per ora conosciamo solo la positività di Zielinski, ma stasera quanti altri azzurri potrebbero risultare positivi dopo il terzo tampone? E chi conosce con precisione i tempi di incubazione del virus per cui, come sta accadendo al Genoa, potrebbero venir fuori altri casi tra lunedì e martedì con conseguente contagio anche dei giocatori juventini? A chi giova forzare la mano, con il più che fondato timore di altri focolai nelle squadre? Rispettare a tutti i costi il protocollo “Ceferin” potrebbe far saltare presto il banco del campionato in nome di interessi economici che sacrificano la salute per la miope e ottusa politica della lobby del calcio che definire “criminale” ci sembra l’unico termine per una situazione irreale e egoistica di vergognosa difesa non dello sport ma solo del …dio denaro!

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