Ferrara modello di turismo: perché Napoli non dà un’occhiata?

da | Ott 6, 2021 | Primo piano, Viaggi

In queste settimane di campagna elettorale Napoli è tornata a essere – almeno negli intenti dei candidati – la città che “potrebbe vivere di solo turismo”. Niente di nuovo rispetto al passato se non che poi Napoli non diventa mai la città che vive di solo turismo (ma speriamo di sbagliarci almeno stavolta: in bocca al lupo al nuovo sindaco Manfredi). E allora potrebbe essere utile, anche per gli amministratori, allargare lo sguardo e apprendere da altre esperienze. Ferrara, per esempio, dove, malgrado la percezione dei locali di dover fare molto di più, la sensazione è che molto si stia già facendo. Certo, il confronto tra il numero di abitanti (Napoli a poco meno di un milione, Ferrara a 130mila circa) e anche quello tra il reddito annuo disponibile pro capite (14142 contro 21933 euro, dati 2020 dell’Osservatorio Findomestic – Prometeia) non è favore del capoluogo campano, ma di certo dare un’occhiata a una realtà che ai nostri occhi funziona non fa male.

Il Castello Estense del 1385

E così Ferrara ci accoglie con il suo ordine, la sua storia e il suo rigoroso rispetto per l’ambiente (a partire dal fatto che è considerata la città più ‘ciclabile’ d’Italia). A far conoscere le sue ricchezze ci pensano Visit Ferrara, il Consorzio degli operatori turistici della Provincia di Ferrara, e Sipro, Agenzia per lo sviluppo che ha tra i suoi obiettivi promuovere lo sviluppo sostenibile, ridurre il consumo del territorio e attrarre investimenti dall’esterno.

Città ricca di verde – bellissimo il suo parco urbano Giorgio Bassani, tra le mura di Ferrara e il fiume Po, in effetti poco segnalato nei circuiti turistici ma da non perdere insieme agli altri spazi verdi come il Parco Massari e l’Orto Botanico – ma soprattutto di storia e cultura: arrivando dalla stazione, la città dà il suo benvenuto con il suo Castello Estense eretto nel 1385, prima fortezza militare e poi reggia signorile, oggi sede di eventi (bellissimo il percorso museale disegnato da Gae Aulenti). È uno dei pochi oggi rimasti in Europa a esser circondato da un fossato con acqua.

Le piccole viuzze che si diramano verso il centro ci conducono verso nord a Palazzo dei Diamanti, sede espositiva di numerose mostre e sede permanente della Pinacoteca Nazionale, la cui facciata è composta da 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di diamante, e verso sud-est a Palazzo Schifanoia, costruito nello stesso anno del Castello come luogo di svago e riposo. Peccato per il Museo Boldini ospitato a Palazzo Massari e dedicato a uno dei pittori più celebri nati a Ferrara, chiuso dal terremoto del 2012.

La valorizzazione della sua lunga storia è al centro della politica economica cittadina, anche tramite il riconoscimento delle tante Botteghe Storiche, come l’ultima in ordine di tempo a ricevere la certificazione: la Birraria Giori, dal 1881 impegnata a far degustare panini e birre a chi passeggia nei pressi del Castello Estense. Il patrimonio gastronomico è completato da una lunga serie di piatti tipici: la salama al sugo, i cappellacci di zucca e il Pampepato.

Ferrara non è solo una città

Ma Ferrara sa di non essere soltanto una città e di essere invece circondata da una provincia colma di bellezze naturali ed eccellenze imprenditoriali, che più sono “piccole”, più sono preziose. Il tour può iniziare dall’alto ferrarese, traghettandosi tra vivide realtà come l’Azienda Agricola Cerutti, specializzata in riso, farine, cereali, prodotti da forno e uova (tutte produzioni certificate biologiche dall’Organismo di Controllo Suolo e Salute) con 11 ettari di risaie per una filiera che arriva fino al consumatore finale tramite i mercati contadini.

Splendida la Rocca Possente di Stellata, edificata intorno all’anno mille con pianta a stella e mura poste di sbieco per meglio opporsi alle artiglierie nemiche. La zona segue la vocazione della città, che è quella di lasciarsi scoprire in bici, e così ci si può affidare al sito di noleggio e organizzazione tour linktoursbike.com, che dà la possibilità di muoversi in solitaria o in gruppo lungo le strade a lungo popolate dagli Estensi. Se la bici non è il proprio mezzo prediletto, c’è sempre il fiume: qui, sul Po di Volano o sul Po Grande, ci si fa trasportare da un vaporetto che porta il nome della storica traghettatrice “La Nena”, ovvero Nazarena Casini, anche chiamata la Sposa del Po.

Dal Po a Comacchio tra bici e nave

Altrettanto affascinante, ma molto diversa come paesaggio, la tratta sul fiume che si può percorrere nel basso ferrarese, caratterizzata da lagune e viuzze d’acqua circondate da alte canne, a bordo di una piccola imbarcazione dotata di silenziosi motori, nel rispetto del delicato ecosistema degli impenetrabili canneti della Foce del Po di Volano. Continuando a spostarsi verso est, le Valli di Comacchio: sintesi perfetta tra acqua e terra. Chiamata non a caso la Piccola Venezia per il suo dedalo di ponti e canali (mozzafiato al tramonto la visione del seicentesco Trepponti), è anche volano economico non solo per le tante spiagge attrezzate, ma anche per la storica lavorazione delle anguille e delle acquadelle, di recente riscoperta: negli ultimi anni infatti è stato recuperato l’imponente complesso della fabbrica del marinato.

Infiniti i percorsi che portano alla scoperta di eccellenze artigianali ed enogastronomiche della provincia, valorizzando il trasporto misto bici-barca, forme di sostenibilità ambientale e laboratori come quello disponibile al “Bosco officinale, dove è possibile assistere alla distillazione di erbe aromatiche. Insomma, anche se ovunque si può fare di più, nel ferrarese si è già a buon punto. Da noi, invece, in molti casi quel che c’è si autovalorizza, e sarebbe certamente più semplice se lo si aiutasse un po’.

I giardini del Bosco Officinale

(Foto di Chiara Di Martino, eccetto quella della Rocca Possente di Stellata, credit: Archivio Fotografico Provincia di Ferrara)

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