Nello scrigno di San Potito il fascino senza tempo di Monet

da | Mag 27, 2021 | Cultura&Spettacolo

di Eleonora Belfiore

“Claude Monet: The Immersive Experience”, la bella mostra immersiva dedicata al fondatore dellʼImpressionismo è finalmente arrivata a Napoli.
 L’esposizione è visitabile fino al 20 ottobre, tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (tranne il mercoledì), nell’incantevole scenario della chiesa seicentesca di San Potito, piccolo scrigno di arte e di cultura affidato all’associazione “Ad alta voce”, il cui Presidente è il Maestro Carlo Morelli.
Una mostra di alto spessore, sotto molteplici punti di vista. Infatti, una parte dei proventi sarà devoluta per terminare il restauro della chiesa, sita nel centro storico della città.
Ottimo il riscontro del pubblico, complice una macchina organizzativa perfetta, la professionalità di Exihibition Hub, società di Bruxelles specializzata nella progettazione e produzione di mostre immersive, l’aiuto di Dirty Monitor, specialista in mappatura e riproduzione audiovisive, l’ausilio del creatore dell’evento Mario Iacampo e il rigoroso lavoro dellʼUfficio Stampa (la Dottoressa Emma di Lorenzo).
Un segnale di rinascita, dunque, nel segno di “quell’impressione” che è sguardo malinconico sulla caducità della vita, marchio effimero che, pur tuttavia, rende degna di essere vissuta e straordinaria l’esperienza dell’uomo qui, sulla terra.
Con la sua pittura, Monet spalancò le porte di una nuova era artistica.
 Nessuno prima di lui era riuscito a cogliere con tanta semplicità e intensità lo splendore fugace della luce, metafora perfetta della nostra condizione umana.
All’ingresso, i visitatori saranno accolti dalle suggestioni di un angolo dell’amatissimo giardino della dimora di Giverny, lo stesso che raccolse i segni di una vita, quella del suo proprietario, che riprendeva il suo corso dopo una serie di tragici lutti, un’esistenza tumultuosa ma ricca di cose inaspettate. E bellissime.
 Un monito prezioso per i tempi che stiamo vivendo.
La realtà virtuale stimola, così, la fantasia di chi visita la mostra, adatta anche ai più piccoli che avranno, a loro diposizione, un’intera area ludico-interattiva.
Valore aggiunto di questa immersione nell’incanto delle opere di Monet, la bella colonna sonora di Michelino Bisceglia, che traghetta i visitatori in un mondo onirico, senza tempo, alla riscoperta delle regioni più segrete del nostro cuore, quelle in cui vivono ancora le persone che abbiamo amato e sopravvivono i momenti più emblematici della nostra esistenza.
Un modo originale per riscoprire il fascino senza tempo di Claude Monet.
“Ferito a morte” di Raffaele La Capria

“Ferito a morte” di Raffaele La Capria

Ferito a morte è uno di quei libri che, grazie alla vita propria dell’opera d’arte, rappresenta  aspetti psicologici e sociologici che trascendono la volontà dell’autore medesimo. Parliamo dunque della seconda, e più nota opera, dello scrittore napoletano Raffaele La...

Neapocalisse di Jean-Noël Schifano

Neapocalisse di Jean-Noël Schifano

  Un altro straordinario ritratto di Napoli è l’oggetto del “classico” di questa settimana, parliamo di Neapocalisse saggio sociologico dal solido impianto narrativo, pubblicato a Napoli nel 1990. L’opera invero risaliva al decennio precedente frutto della...

“Musicista in pochi decenni” di Francesco Libetta

“Musicista in pochi decenni” di Francesco Libetta

La recensione di questa settimana riguarda il denso quaderno di appunti di un grandissimo pianista e compositore meridionale il quale, poco più che cinquantenne, appartiene all’olimpo dei classici del pianismo mondiale. Parliamo di Francesco Libetta, grande musicista...

Lo cunto de li cunti

Lo cunto de li cunti

Il classico dei classici, bello tra i belli, Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile è, attualmente, il libro napoletano più noto, meritando persino, in tempi recentissimi, una messinscena cinematografica che, in verità, non ha riscosso consensi straordinari, ma...

Vedi Napoli e poi mangi e bevi

Vedi Napoli e poi mangi e bevi

Un rapporto sul turismo enogastronomico individua la città partenopea come la più “appetibile” Gradualmente le riaperture stanno riportando turisti e visitatori nelle città italiane. Non sarà, purtroppo, un fenomeno di massa, ma considerati i presupposti, bisogna...

Parte il Festival delle Arti 2021

Parte il Festival delle Arti 2021

La rassegna, giunta alla sua sesta edizione, è organizzata dalla storica associazione Noi per Napoli Parte il Festival delle Arti 2021 Noi per Napoli dedicato alla città di Napoli, al suo patrimonio storico e culturale, alle sue tradizioni, alla Lirica e al Bel Canto...

“Il sangue di San Gennaro” di Sàndor Màrai

“Il sangue di San Gennaro” di Sàndor Màrai

Altro classico che ascriviamo alla letteratura di Napoli è “San Gennaro vère” dell’autore ungherese Sàndor Màrai, il cui titolo italiano risponde a “Il sangue di San Gennaro”. E lo poniamo nella letteratura di Napoli non solo perché parla con slancio di una Città, a...

Ninfa plebea di Domenico Rea

Ninfa plebea di Domenico Rea

La seconda recensione di un classico della letteratura napoletana ha per oggetto, ovviamente, un libro straordinario, e ci ricorda, indirettamente, le consuetudini di un “Paese straordinario”. Ove la seconda “straordinarietà” non è da intendersi positivamente....

I sentieri della musica di Paolo Isotta

I sentieri della musica di Paolo Isotta

Una lettura dei classici della cultura napoletana e meridiana Diamo avvio questa settimana ad una nuova rubrica che ha per intento quello di rendere più noti opere e/o autori ascrivibili alla letteratura napoletana. Ricordando e rileggendo, nei limiti delle nostre...

Premio Filangieri, ci siamo

Premio Filangieri, ci siamo

di Federico Marone Dalle bellezze del passato alla street art: via alla terza edizione del concorso nazionale di poesia e fotografia Premio Filangieri, via alla terza edizione del concorso nazionale di poesia e fotografia promosso dall’ente ecclesiastico “Immacolata e...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te