Un braccialetto per monitorare i pazienti positivi: sperimentazione al Cotugno

da | Feb 8, 2021 | Cronaca

Un braccialetto per monitorare i pazienti positivi ricoverati in degenza ordinaria, il progetto è partito all’ospedale Cotugno e coinvolge, al momento, i pazienti afferenti alla prima divisione e al pronto soccorso.

Il sistema, unico nel suo genere, in Italia, fino ad ora, è stato impiegato per monitorare i pazienti a domicilio. L’Azienda Ospedaliera dei Colli è la prima struttura ospedaliera a utilizzare questo particolare dispositivo per per i pazienti ricoverati, considerando le difficoltà gestionali dei pazienti Covid.

“I pazienti – spiega Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – vengono dotati di un kit composto da 2 sensori wireless, un trasmettitore bluetooth e alcune fascette di ricambio, i sensori consentono il monitoraggio non solo della saturazione e della frequenza respiratoria, ma anche dell’indice di perfusione e di altri parametri. I dati vengono poi trasmessi su una piattaforma sicura che viene controllata h24 da personale dedicato e adeguatamente formato e consente agli operatori di gestire da remoto il paziente, garantendo un intervento tempestivo, qualora i parametri dovessero modificarsi in maniera improvvisa”.

Il sistema nasce per il monitoraggio domiciliare dei pazienti affetti da scompenso cardiaco e, grazie ad una intuizione, è stato adattato alla gestione dei pazienti covid in ricovero ordinario.

“Si è scelto di utilizzare questa tecnologia su questa tipologia di pazienti – aggiunge – perché per quelli in sub intensiva ed in intensiva già è previsto il monitoraggio costante dei parametri”.

“La malattia da Sars-Cov-2 è una patologia subdola che può portare ad un rapido e repentino aggravarsi delle condizioni del paziente, grazie a questo monitoraggio si riesce ad agire tempestivamente fornendo le cure necessarie in maniera mirata e già con un quadro clinico preciso” conclude di Mauro

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Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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