Treni: “L’Italia va a due velocità”

da | Lug 13, 2020 | Primo piano

La denuncia di Annamaria Pisapia del Movimento 24 agosto: “Ennesima fregatura, il Sud non è disposto più a subire”

“La tanto sbandierata, da Trenitalia, alta velocità, che dal 3 giugno ha raggiunto Reggio Calabria con l’arrivo del Frecciarossa, non è nient’altro che l’ennesima fregatura per il Sud”. La denuncia è di Annamaria Pisapia, vicepresidente del Movimento 24 agosto Equità Territoriale, che spiega che “in realtà il treno Frecciarossa in Calabria non potrà mantenere quella che è la normale linea di marcia dell’A/V, stabilita dalla commissione europea, che per dirsi tale deve superare i 250 kmh”. “Quindi, quello che giungerà in Calabria rappresenta una beffa – precisa Pisapia – perché i calabresi non vedranno altro che un treno capace di sostenere velocità di oltre 300kmh, di cui non potranno usufruire. E il motivo è presto detto: le linee della Calabria, così come quelle di tutto il Sud, tranne Napoli e Salerno, non sono strutturate per sopportare l’A/V (linee obsolete spesso a binario unico non elettrificate dove per fare 200 km)”.


Annamaria Pisapia spiega che “si impiegano cinque ore, per esempio da Palermo a Catania, e 65 minuti per percorrere la stessa distanza, da Milano a Bologna”. “Capirai bene – dice – che in Calabria il Frecciarossa riuscirà a malapena a raggiungere i 150 kmh, esattamente come un qualunque altro treno, mantenendo quasi invariate le ore di percorrenza che per una tratta da Torino a Reggio Calabria è di 11 ore. Senza avere neanche il conforto di un biglietto più equo, ma addirittura rincarato di oltre il 40%, pur mancando della possibilità di usufruire del medesimo servizio: è stato calcolato che con una distanza simile (224 km tra Paola e Napoli, 232 tra Roma e Firenze), sempre con il Frecciarossa, varia il costo del biglietto, maggiorato quello della tratta Paola-Napoli, 53 euro e con una durata di oltre 2 ore e 40; minore quello della tratta Roma-Firenze, di 35,90 euro e una durata di circa 1 ora e 30”.
Insomma, denuncia Pisapia. “la disparità di trattamento mette in risalto il modello dello Stato italiano di tipo coloniale, che sottrae all’area a Sud della penisola italica fondi che sono destinati agli investimenti infrstrutturali per destinarli all’area nord della stessa penisola. I calcoli dei dati Eurispes ci danno un quadro decisamente allarmante, dal 2000 al 2017 sono stati sottratti al Sud oltre 840 miliardi di euro e destinati al Nord. Stando in tema di investimenti ferroviari su circa 23 miliardi di euro messi a disposizione, l’83% è destinato al Nord e il restante 13% al Sud. Ovverosia, quasi 19 miliardi di euro al Nord e circa 3, 90 miliardi al Sud. Insomma, mentre il Nord viaggia ad alta velocità, al Sud si va ad alt(r)a velocità”.


Ma adesso il vento è cambiato. E come afferma Annamaria Pisapia “il Sud non è più disposto a sopportare”. “A maggior ragione – precisa – dopo le vergognose e razziste affermazioni fatte nelle ultime ore dal sindaco Sala per il quale è ‘sbagliato che un dipendente pubblico guadagni gli stessi soldi a Milano e in Calabria’, dimenticando che al Sud si paga la tassa rifiuti più alta del Nord; la Rcauto più alta; le tariffe ferroviarie più alte (ricevendo un servizio da terzo mondo e in assenza dell’’alta velocità); gli interessi bancari più alti; le prestazioni sanitarie più care; le utenze domestiche più alte”. E come se non bastasse, anche per i prodotti alimentari, il paniere della spesa del Sud può talvolta sembrare più economico ma non a parità di prodotti. Infatti, le indagini di mercato dimostrano che al Nord si tende ad acquistare prodotti di marca più elevata rispetto al Sud, incidendo sul costo finale. “E Sala parla di stipendi più bassi al Sud? Siamo noi che chiediamo di ricevere gli stessi servizi del Nord – controribatte la vicepresidente del Movimento 24 agosto Equità territoriale – mentre riceviamo meno di quelllo che ci spetterebbe come stabilito dalla Costituzione (al Sud viene destinata una spesa pubblica che va dal 22 al 28% anzichè del 34% e al Nord amzichè il 66% riceve il 71,5%). I dati Eurispes hanno evidenziato che negli ultimi 17 anni al Sud sono stati sottratti 840 miliardi di euro dirottati al Nord e Sala vorrebbe che fossero diminuti anche gli stipendi? Il Nord – conclude Annamaria Pisapia – stia attento che il Sud non è più disposto a farsi gettare letame!”.

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