
Quando è libero dal suo lavoro l’ebanista ‘sottile’ Francesco Saverio Castellano va in spiaggia a Meta in inverno e riempie la sua busta di plastica dotata di un cerchio in legno di sua creazione di tutti quei rifiuti che le mareggiate restituiscono. “Quelli più pericolosi sono gli involucri in plastica dei pacchetti di sigarette – ci dice Castellano – , mentre non trovo più cotton fiocc ed assorbenti. Ne riempio molte di queste buste. Perchè lo faccio? Noi a Meta abitiamo in un Paradiso, ma anche questo ce lo dobbiamo tutelare”. Poi indica tutto il panormo abbracciandolo con lo sguardo e continua “quando il Signore ci chiamerà nel Paradiso vero per noi metesi sarà solo un cambio di stato… Quello che faccio è contagioso: ieri si sono avvicinati dei turisti romani e mi hanno dato una mano… “. Castellano non è un lazzaro nullafacente: fa l’ebanista, quel tipo d’artigiano che si occupa delle modifiche sottili ma si sente parte integrante dell’ecosistema metese che intende salvaguardare. Abbiamo raccolto la sua storia sperando che sempre ci siano persone che dimostrino con i fatti e senza scopo di lucro l’amore per i loro luoghi natii.
