C’è un’ombra oscura ed insidiosa che si addensa sul futuro immediato del Napoli. E riguarda Meret. Il Napoli e Gattuso non sono stati chiari, si ricomincia con tutte le perplessità che hanno caratterizzato la gestione del portiere da parte del tecnico, e tutto ciò non può non provocare un gravissimo danno al ragazzo e alla squadra.
L’antefatto è noto. Meret con la gestione Ancelotti era titolare inamovibile (una delle poche cose buone fatte a Napoli da Carletto). È arrivato Gattuso e la scena è cambiata. Ringhio si è inventato la favoletta che Ospina era preferibile “perché gioca meglio con i piedi”, e nonostante abbia fatto due papere clamorose che sono costate punti sonanti al Napoli, ha continuato a considerarlo il vero titolare.
Tant’è che il taciturno friulano, finito il campionato, ha convocato il suo agente e lo ha spedito da Giuntoli per chiedere, appunto, chiarezza, mettendo anche nel conto l’ipotesi di poter chiedere di andar via.
Non a caso l’Inter, che sta già muovendosi per assicurare un degno erede ad Handanovic, ha bussato alla porta del Napoli, ma è stata respinta da De Laurentiis, che almeno per il momento sembra avere idee chiare. Stesso discorso per l’Atalanta. Ma è chiaro che lo stesso Meret capisce che se le squadre lo richiedono significa che il Napoli ha fatto capire che non è indispensabile. Tanto più che De Laurentiis avrebbe persino fissato il prezzo per poterlo cedere, 50 milioni.
La resistenza del presidente non significa che il problema è risolto. Perché Meret, che rappresenta un patrimonio per il Napoli, se non avvertirà la fiducia totale del tecnico e il posto sicuro di titolare, continuerà a chiedere di essere ceduto. E sarebbe un errore clamoroso non dargli la fiducia che merita. Con questo atteggiamento incomprensibile Gattuso sta andando incontro a gravissime responsabilità.
De Laurentiis per Meret ha fatto un azzardo, ha speso circa 30 milioni che ancora oggi per un portiere in Italia sono una follia e nel caso di Meret lo erano ancora di più, vista la giovane età.
L’avvio dell’esperienza con la maglia azzurra per l’ex portiere di Udinese e Spal non fu dei più felici. Al primo allenamento a Dimaro si fratturò il polso. Una banalità dal punto di vista chirurgico, un dramma per uno che di mestiere fa il portiere. Il Napoli fu costretto in pochi giorni a trovare un sostituto e scelse uno di nome, Ospina, titolare della Nazionale colombiana. Non l’ultimo arrivato. E oltretutto Ospina fece pure molto bene, per cui quando finalmente Meret, dopo quattro mesi scanditi da polemiche fu dichiarato clinicamente (e mentalmente) guarito potè esordire in prima squadra.
E da quel giorno con le sue parate straordinarie (una per tutte la serata di Salisburgo in Champions) lo avevano proiettato anche come terzo portiere della nazionale. Poi è arrivato Gattuso e si è inventato la storiella di Ospina. Come se un portiere dovesse essere bravo a giocare con i piedi e non con le mani. Un’assurdità.
Meret, a dispetto dei suoi 23 anni, ha dimostrato personalità ed esperienza non comuni. Colpo d’occhio e istintività sono i pezzi forti del suo repertorio. Ha inanellato una serie strepitose di prestazioni, tali da convincere anche Mancini a convocarlo per la Nazionale. Ora Gattuso con le sue incertezze lo sta rovinando e sta facendo un cattivo lavoro per il Napoli.
