di Cinzia Rosaria Baldi *

Il Bonus per l’assistenza psicologica e l’incremento dei Servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile dell’adolescenza, recentemente approvato, è una prima risposta al disagio psicologico che nell’ultimo anno è quasi raddoppiato.
Proprio a gennaio sono stati diffusi su Jama Pediatric i risultati allarmanti di 29 studi condotti su oltre 80.000 giovani, che indicano che oggi un adolescente su 4, in Italia e nel mondo, ha i sintomi clinici di depressione e uno su 5 presenta un disturbo d’ansia.
Una conferma dell’aumento di ansia e depressione nella fascia di età tra 10 e i 19 anni denunciato dal Rapporto Unicef sulla salute mentale dello scorso ottobre. Una situazione preoccupante perché la depressione durante l’infanzia e l’adolescenza predispone nel lungo periodo ad una salute mentale e fisica peggiore ed a maggiori difficoltà nella vita in generale.
Ma cosa devono fare i genitori?

La famiglia è uno dei luoghi in cui l’adolescente mostra il suo disagio per cui bisogna porre la massima attenzione a cogliere i segnali provenienti dai ragazzi: un cambiamento dell’umore nei nostri figli, irrequietezza e nervosismo possono essere manifestazioni legate al normale processo di crescita del bambino, destinate a scomparire naturalmente, in altri casi segnali di un disagio. L’adolescenza è, infatti, il periodo caratteristico dell’ansia dovuta alla difficoltà di capire e a gestire le emozioni, alla paura di non essere capiti o di essere rifiutati dal mondo dei compagni e da quello degli adulti. La pandemia ha aumentato la propensione all’isolamento dei giovani ed ha acuito i conflitti in famiglia rendendo più complesso il vissuto degli adolescenti, e lo stesso vissuto di coloro che degli adolescenti devono prendersi cura.
Ecco alcuni campanelli di allarme:
· Persistente aggressività , suscettibilità ed irascibilità, atteggiamenti di opposizione e rifiuto.
· Comportamenti infantili o regressivi, incontrollate paure, improvvisi pianti inconsolabili, cambiamenti frequenti di umore.
· Ripetuti mal di testa o dolori corporei, disturbi gastrointestinali. Difficoltà a dormire, comportamenti alimentari differenti (dal digiuno prolungato alle abbuffate), incapacità a concentrarsi, cura eccessiva del proprio corpo e del modo di vestire o al contrario trascuratezza.
Che fare in questi casi?
Imparare a trascorrere più tempo con il bambino; non minimizzare ciò che prova, dando accoglienza alle emozioni del piccolo. Cercare di capire se le paure o lo stato di ansia sono legate a circostanze specifiche. Stimolare la confidenza del bambino offrendo sostegno e protezione ma senza sostituirsi al bambino nel trovare soluzioni. il dialogo è, quindi, uno strumento importante che aiuta il bambino a sentirsi amato, accettato e gli offre sicurezza Il bambino va rafforzato nell’autostima e nel genitore deve riconoscere un punto di riferimento che lo aiuta ad affrontare il mondo. Ci sono semplicemente bambini più sensibili o timidi ma se ci si accorge che il disagio dei propri figli è persistente e crescente, va valutata la possibilità di ricorrere ad un supporto di tipo psicologico.
Dove rivolgersi
In attesa di un decreto ad hoc del Ministero della salute che chiarirà le modalità del Bonus psicologico, è opportuno sapere che in questo post pandemia molti psicologi stanno attuando tariffe solidali per venire incontro alle esigenze di tante famiglie.

* psicologa età evolutiva
psicologabaldicinzia@libero.it