
Io da moli anni faccio il recensore di libri – soprattutto novità, autori Italiani. Questo significa che io leggo il libro anche piú volte e ci scrivo su una scheda. Poi chi vuole comprarselo se lo compra, io sto a posto con la mia coscienza di lettore attento. Con i social non si fa piú cosi: il libro è diventato un oggetto di consumo come il Galbanino e quindi il mantra è ‘accattatavello’. Chiunque compra un libro si fa la foto su Facebook e buona notte ai suonatori. Non mi piacciono gli influencer, che se hanno temperatura è perché qualcuno questa febbre l’ha provocata: odio il marketing librario. Mi danno fastidio gli eccessi di autopromozione degli autori. Tutto questo per dirvi che con il libro che vedete stagliato sulla skyline di Chiosse faró un’eccezione e mi schiereró: questo perché ritengo Andrea Di Consoli un autore utile per capire questo tempo liquido che ci riguarda tutti. L’autore non ha paura di interrogare i suoi fantasmi ed in questo libro ‘Il canto silenzioso degli amici (Rubettino editore)’ mette in scena un suo personale dialogo con gli amici sulla ricerca di senso e di lavoro in questo tempo dove le due cose mancano fino ad assottigliarsi. Andrea s’interroga anche sul nostro luogo d’origine – il suo è Fratta, NdR – e sull’importanza del borgo natio anche in relazione al suo possibile abbandono. E l’amore, direte voi? Anche quello viene vivisezionato nella categoria “Arte della fuga’. La lingua dell’autore ricorda quella calda di Rea ed è proprio dal corpo che Di Consoli parte per arrivare al senso del pensiero ed ai sogni che ora ricorda.
Vincenzo Aiello
