Scrittrice italiana che vanta collaborazioni con personaggi celebri come Alessandro Quasimodo ( figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo), una pubblicazione da parte di Elisabetta Franchi oltre che vincitrice della medaglia diamantata presso il Premio internazionale di Alda Merini, Giusy Celeste è stata inserita nel Dizionario Critico “Voci poetiche del XXI secolo. Ha recentemente pubblicato il suo libro Il volo delle parole.
Giusy, come nasce la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura nasce da piccolissima. Ho sempre amato leggere i libri e inventare storie. Durante le scuole medie iniziai a scrivere articoli di giornale, ero convinta di voler diventare giornalista e girare il mondo con il fine di riportare la giustizia laddove non c’era attraverso l’uso della parola. Da adolescente mi sono avvicinata alla poesia ed è stato amore a prima vista. In ogni età la scrittura mi ha portato per mano in posti che sono entrati nel mio cuore e che in qualche modo non usciranno più via. D’altronde le parole sono la traslitterazione dell’animo: in tutto quello che ho scritto è possibile leggere i sentimenti e le emozioni maturate nel corso della mia vita.
Ci racconti del tuo libro Il volo delle parole?
“Volo delle parole” nasce dalla volontà di comunicare il principio della scrittura: la farfalla è l’uomo, il suo battito d’ali è il battito del suo cuore; da questa meravigliosa azione nasce la poesia che è l’atto d’amore più grande ed impavido che un uomo possa compiere: mostrare il proprio cuore mediante le parole. Questo libro è un volo tracciato dall’anima che lascia le impronte delle mie emozioni sulla carta.
Sei stata redattrice del Metropolitan Italia Magazine sezione cultura, scrivere un articolo ed un libro: punti di incontro e punti di “scontro”?
La scrittura di un articolo differisce dalla scrittura di un libro solo nella forma. La passione e la ricerca insita nella verità del cuore sono alla base di qualsiasi scritto e mi permetto di aggiungere di qualsiasi forma di felicità. Cercare in ogni situazione della vita la veridicità di ciò che il nostro animo ci suggerisce è l’unico modo per essere davvero felici.
La tua scrittura ricorre a metafore evocative ed un linguaggio essenziale, tra la letteratura italiana e straniera quali sono i tuoi punti di riferimento?
Ci sono tanti autori che apprezzo grandemente, ma quello che considero il mio maestro perché forse più vicino al mio animo, è Dostoevkij. Da ragazza lui mi ha insegnato cosa è la vita ponendomi davanti a dure verità come fa un buon genitore. Nella poesia amo Alda Merini. Spesso partecipo a premi poetici in suo onore perché trovo la sua scrittura pungente e al tempo stesso elegante.
Tre libri che dovremmo assolutamente leggere?
Se dovessi immaginare di aprire ora il cuore di un autore e sbirciarci dentro sceglierei: I Sonetti di Shakespeare, i Fratelli Karamazov di Dostoevskij e la Bibbia, tre insostituibili fonti di meraviglia e di incessante scoperta. Sono tre libri che ho letto molte volte e che continuo a rileggere perché so che ogni volta sono in grado di dare al mio cuore un nuovo respiro di vita. Sono polifonici, come ha detto qualcuno parlando della scrittura di Dostoevskij: non finiscono mai di far innamorare poiché conferiscono sempre nuovi suoni e prospettive per l’animo.
