Mancava da un po’ dalla città partenopea ma le cose belle, lo sappiamo, si fanno attendere e così, ieri, il Duel Club, ha ospitato Dente, uno degli artisti più interessanti che la scena indipendente da molti anni ci propone.
Dente, all’anagrafe Giuseppe Peveri, ha portato il Santa Tenerezza tour, nella città da mille sfaccettature, una città che non sempre riesce ad apprezzare un artista, ma chi lo ha accolto, lo ha fatto con calore ed affetto intonando ogni nota.
Accompagnato dalla sua band, ha intonato canzoni del nuovo album ed ha dato ampio spazio ai successi del passato. Il live si è con le ultime creazioni dentiane, così il passo cadenzato di Benzodiazepine, ha subito riscaldato il pubblico. A seguire l’amore con Corso Buenos Aires ed Hey canzoni fatte proprie dal pubblico che accompagna Dente quasi in punta di piedi assaporando ogni parola dei due brani capolavori di questo suo ultimo disco.
La musica di Dente è avvolgente, lui scherza con il pubblico sui suoi testi tristi ma lui è un’anima bella e tutto ciò che scrive sono storie di vita che tutti ci siamo cuciti un po’ addosso e ieri dietro gli smartphone c’erano sorrisi ed occhi che cantavano rivedendosi in questa o quella canzone.
Tanto spazio ai vecchi successi spaziando da Adieu a Il mondo con gli occhi, Cose dell’altro mondo, Buon Appetito intrecciandole alle recenti M’annegasti e Andiamo via. Il momento più intimo sicuramente con uno dei brani più amati dai fan, La presunta santità di Irene: brano particolarmente sentito anche da lui stesso. I brani più attesi dal pubblico? Coniugati passeggiare, Favola, A me piace lei e poi la coccola finale, Vieni a vivere con cui Dente ha salutato il suo pubblico.
La forza di Dente è una scrittura snella che tocca il cuore senza fatica accompagnati dalla fluidità dei suoni. Gioca con i riferimenti, i rimpianti, i suoni, i giochi di parole con una semplicità che gli consente di entrare nel cuore di quelle persone che hanno voglia di conoscere Artisti poco mainstream ma molto più di classe.
Torna presto che manchi già!
