
‘The Mediterranea’ è il nuovo libro della “Lonely Planet” che intende dare del Mediterraneo quell’idea del viaggio e di scoperta che fu proprio di Georges Simenon. Nel nuovo volume si trova anche un racconto vergato da Michele Cafiero ‘o masturasci’ metese che costruisce la quinta generazione di artigiani della sua nobile schiatta. Sempre più il soggiorno nei grandi centri costieri del Mare nostrum dovrà rifuggire dal mortale mordi e fuggi e costituire il viatico di una ricerca del senso identitario del luogo. Meta vantava cantieri navali che si perdono nella notte dei tempi: sulla spiaggia di Alimuri gli artigiani locali fabbricavano galee e brigantini, quelli ‘a palo’ costituiscono un copyright metese. Da queste attività imprenditoriali numerose famiglie hanno ricavato proventi che hanno prodotto palazzi nobiliari dai portali di piperno e dalle splendide scalinate voltate, in androni con pozzi e lavatoi. Gli artigiani divennero armatori e Meta si dotò di “un’interrotta cortina edilizia sei-settecentesca”, come recita una relazione della Soprintendenza napoletana. Oltre a lavorare nei monazir adiacenti alla frontsea dedicato proprio ai naviganti, Cafiero vorrebbe istituire in loco un Museo della tarsia nautica. La sua attività oltre che dell’attenzione della “Lonely Planet’ ha ottenuto audientia da parte delle massime istituzioni repubblicane: il 5 febbraio alle ore 17.30 il volume “The Mediterranean, verso una nuova pedagogia del turismo” sarà presentato nella Sala Stampa della Camera dei deputati (Via della Missione 4, Roma). Accanto al maestro Cafiero ci sarà la collega Virginia DiGaetano (“Lonely Planet), la guida ambientale escursionistica Nino Aversa, la docente di Geografia Carmen Bizzari (Università europea di Roma). Introdurrà l’evento Fabio Porta segretario fella Bicamerale demografica. Modererà Sandro Lattanzi segretario ICPE.
Vincenzo Aiello
