CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA, il nuovo album di GERARDO BALESTRIERI
Un disco necessario in questo clima di incertezza e spavento
“L’ho scritto per le macerie di questi anni. Anni vissuti nell’angoscia della devastazione con l’afrore della morte e nessuna attenzione. Questo album tratta la tematica della guerra e di altre tragedie di quest’epoca. Non ha nomi, né bandiere“
IL 24 ottobre PRESENTAZIONE DELL’ALBUM a NAPOLI, alla BOTTEGA SANTA CHIARA
Un disco di canzoni necessarie, inevitabili in questo clima di incertezza e spavento. “CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA” (Autoprodotto/Ird), il nuovo album di Gerardo Balestrieri nasce così, sull’onda di un’urgenza espressiva, quando parole e musica diventano incontenibili. Sarà presentato live a Napoli, il 24 e il 25 ottobre, alla Bottega Santa Chiara (Vico Pazzariello) e il 26 a Sant’Agnello, al Lapillo (Corso Marion Crawford, 17).
“Un disco di canzoni che non avrei voluto scrivere. Perché vorrei cantare l’allegria, la festa e l’abbondanza – dice nell’introduzione il cantautore, di origini napoletane e veneziano di adozione – E invece non è tempo“.
Otto brani di canzone d’autore dal piglio rock, con riferimenti blues, punk e echi di mediterraneo, dove si fanno spazio anche una ballad e un valzer “elettrico”.
“CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA” è un disco “istantaneo”, ma molto curato e suonato. C’è quasi una comunità artistica (quindici musicisti) a tesserne le trame musicali, di cui fa parte anche Pierpaolo Capovilla che mette la voce (e la penna) sul primo brano, “50mila morti”. Il tutto sotto l’accurata direzione di Gerardo Balestrieri, cantautore di lungo corso con quindici album all’attivo. Artista tout court, ha suonato in tutto il mondo e vanta numerose collaborazioni, anche con il mondo teatrale e con nomi come Arturo Brachetti, Daniele Sepe e Bebo Storti, solo per citarne alcuni.
“Ho scritto canzoni di rabbia e di guerra – scrive ancora Balestrieri – per le macerie di questi anni. Anni vissuti nell’angoscia della devastazione con l’afrore della morte e nessuna attenzione. Questo album tratta la tematica della guerra e di altre tragedie di quest’epoca. Non ha nomi, né bandiere. Canta e suona la dinamica del potere e le macerie che ha prodotto“.
Per scelta dell’artista l’album non sarà distribuito sui canali digitali, ma sono in forma fisica. Sarà possibile trovare l’album in tutti i negozi di dischi e negli store on-line.
IL TOUR DI PRESENTAZIONE – LE DATE (in continuo aggiornamento)
24 ottobre – Napoli, Bottega Santa Chiara
25 ottobre – Napoli, Bottega Santa Chiara
26 ottobre –Sant’Agnello (Napoli), Lapillo
8 novembre – Bedizzole (Brescia), Teatro Zero Negativo
13 novembre – Bra (Cuneo), Antico caffè Boglione
14 novembre –Torino, Vineria Popolare
15 novembre – Torino, Mad Dog
26 novembre – Spinea (Venezia), Barone Rosso
28 novembre – Venezia, Morion
3 dicembre – Genova, Circolo San Bernardo
4 dicembre – Bra (Cuneo), La Gallinaccia
5 dicembre – Milano, Frisà Bistrot
27 marzo – Roma, Antica Stamperia Rubattino
Guida all’ascolto a cura di Gerardo Balestrieri
Si parte con “50mila morti” la prima canzone che ho scritto questo inverno pensando a Pierpaolo Capovilla. L’ho immaginata per la sua voce e con le sonorità che potevano essere affini ad entrambi. Pierpaolo ha apprezzato e registrato la canzone mettendoci del suo nel refrain che inizialmente era strumentale. Un testo esplicito che non ha bisogno di ulteriori commenti
Si prosegue con “Festival” un brano che ho scritto pensando alla fatìca e all’esposizione mediatica a cui un cantautore è sottoposto quando partecipa al Festival di Sanremo.
Il testo ha un finale apparentemente un po’ snob e auto celebrativo ma in realtà è solo un omaggio al Club Tenco.
Sempre in linea con una certa società dello spettacolo si arriva a “Kurtz” un blues che scorre tra il Congo e la Cambogia. Il testo tratto dal monologo di Marlon Brando in Apocalypse Now è la sintesi della rappresentazione dell’orrore che questo album vuole narrare.
Altra canzone con testo chiarissimo è “Neanche una parola in Occidente”, dal sapore punk, etno, jungle.
“Chissà” è un brano che si pone questa domanda dinanzi alle nefandezze dell’uomo in guerra.
“La paura” è una java malconcia, un valzer da banda ma con chitarrista elettrico che esplora le dinamiche del timore, della paura che da sempre controlla l’essere umano.
“Si fa presto a cantare d’amore” è una ballata che prosegue il discorso di chi corre a chiudersi nella paralisi della propria stanza.
“Mare” è la canzone finale di tragedia e di speranza, del desiderio di restare vivi.
Tracklist
01 50mila morti
02 Festival
03 Kurtz
04 Neanche una parola in occidente
05 Chissà
06 La paura
07 Si fa presto a cantare d’amore
08 Mare
Hanno suonato
Carlo Di Gennaro:batteria
Daniele Vianello:contrabbasso, basso elettrico
Gerardo Balestrieri:voce, piano elettrico, sintetizzatori, hammond, harmonium, chitarra (03),
daf, fisarmonica, sonagli, catene, loop, armonica (07), effettistica, noise, incudine
Pierpaolo Capovilla:voce
Stefano Ottogalli:chitarre classiche, acustiche, dobro, elettriche
Filomena D’Andrea:voce, cori
Massimiliano Sacchi:sax baritono, clarinetto
Antonio Crispino:voce, armonica (03), cori
Michele Signore:mandoloncello
Enrico Masiero:voce, cori
Gianfranco Coppola:violoncello
Massimo D’Avanzo:zourna
Said Chavoshbaran:tombak
Alvise Seggi:oud
Virginio Tenore:cori
musiche,testi, arrangiamenti, produzione artistica, copertina: Gerardo Balestrieri
mixaggio e produzione artistica: Carlo Di Gennaro
