Home Cultura e Arte Nona edizione per il Pompeii Theatrum Mundi

Nona edizione per il Pompeii Theatrum Mundi

Il Teatro Grande di Pompei

Siamo alla nona edizione del “Pompeii Theatrum Mundi” che si svolgerà dal 18 giugno al 12 luglio 2026 presso l’antico Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei. Il prestigioso festival estivo unisce drammaturgia classica, danza contemporanea e grandi registi internazionali in un’atmosfera unica. Il cartellone principale prevede quattro grandi appuntamenti:18 – 20 giugno: Le Baccanti di Euripide, con la regia di Theodoros Terzopoulos.26 – 27 giugno: L.A.V.A., una coproduzione internazionale che unisce danza contemporanea e teatro. 3 – 5 luglio: Alcesti di Euripide. 10 – 12 luglio: I Persiani di Eschilo. Il Teatro Grande si trova nella Regio VIII degli Scavi di Pompei (raggiungibile dagli ingressi di Piazza Esedra o di Piazza Anfiteatro). Il primo appuntamento – 18 di giugno – per il primo titolo che è “Le Baccanti” di Euripide messo in scena da Theodoros Terzopoulos che ne firma regia, adattamento. Terzopoulos sceglie ancora una volta Le Baccanti e dichiara che il viaggio di Dioniso segue lo stesso destino dell’arte del teatro, “un viaggio infinito percorso da persone in fuga”. Per il regista greco Dioniso rappresenta infatti l’archetipo del rifugiato che, partito da Tmolos tremila anni fa, ha attraversato il Medio Oriente in guerra per approdare infine sulle coste di Creta o di Lampedusa. Ma è anche il medium per un viaggio nel paesaggio intricato della memoria, “una ricerca delle chiavi perdute dell’unità fra il corpo e il linguaggio”, come diceva molto bene Heiner Müller. Àlex Ollè dirige la tragedia I Persiani e dice che metterla in scena oggi significa parlare al nostro presente di “guerre, politica, potere e dolore collettivo”. Il regista catalano sembra voler mostrare attraverso la sua rilettura del testo di Eschilo come i popoli perdenti diventino esemplari nell’assumere con dignità il peso della sconfitta e insieme l’errore fatale del potere di pensarsi sempre invincibile.
Filippo Dini dedica la sua lettura di Alcesti di Euripide al “percorso della donna nella Storia”, alla sua capacità “di tornare indietro dall’orrore” per affrontare finalmente “l’oggetto del suo infinito amore”. Il quarto spettacolo sarà L.A.V.A. di Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà, una coproduzione internazionale che vede la collaborazione di grandi voci della coreografia mondiale per un progetto che adopera la metafora della lava come magma potente in cui si addensano, attraverso il sussulto della terra (o nella danza, il movimento dei corpi) tensioni e fratture che affiorano in modo imprevedibile e stratificato. In un annus horribilis come quello che stiamo vivendo, in cui si espande l’orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno di tiranni, disposti a sacrificare migliaia di vittime umane per realizzare assurdi disegni di dominio, tornare a sedere sulle pietre di Pompei, per ritrovare storie antiche in modo nuovo, significa ancora una volta delegare all’arte del teatro un mandato essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani.