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Primi mugugni alla presentazione del Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime a Meta

Una delle spiagge metesi

Scoppia il caso del Puad – Piano di itlizzo felle aree demaniali marittime – a Meta. Le ipotesi di Piano redatte dal tecnico Francesco Cimmino che sono state presentate il 16 febbraio ai concessionari in un incontro pubblico hanno lasciato perplessi i concessionari dell’Alimuri: che si sono visti sottrarre 1/5 della loro precedente concessione: quelli del Golden beach lamentano “una mancanza di equità nella nuova sistematizzazione”. Ma chi sembrerebbe avere subito sulla carta il danno maggiore sembrano essere quelli degli Amici del mare – un’associazione sportiva “non economica “ – che verrebbero riubicati in una zona che non permetterebbe la posa ed il ricovero delle barche. In osservanza al Pad regionale ci saranno però il 30 per cento di spiagge libere. Non considerati nella prima ipotesi di stesura gli animali d’affezione che avrebbero dovuto avere un loro spazio. Chiaramente è tutto in divenire sia per le concessioni che per le altre ottemperanze della Bolkestein e della legge 166/2024. Ma si ha l’impressione che solo un’opera certosina di mediazione politica potrà portare a trovare il bandolo dell’intricata matassa entro il 2027.