[pagellone a puntate delle panchine di A 25/26]
La quadriglia delle panchine di serie A di quest’anno è di quelle che si sono viste molto di rado. Il computo esatto parlerebbe addirittura di una cifra vicina al record assoluto, ma riuscire a trovare un dato incontrovertibile nei siti di statistica legata al calcio è troppo più complicato di quanto la necessità di farlo richieda. Delle 17 superstiti, ben 11 hanno cambiato guida ed anche due delle tre neopromosse si aggiungono al conteggio. Quella che inizierà a fine agosto è quindi una delle stagioni con più incognite della quasi secolare storia del campionato italiano (già, ho scritto “quasi secolare”. Finalmente la farsa dei campionati prima del 1929 è stata posizionata nel rango giusto, vale a dire quello del torneo tra amici. Tutte le statistiche, compreso l’albo d’oro, compresi i 7 scudetti della Pro Vercelli e i 9 del Genoa, sono stati riposizionati nelle teche dei musei di paleontologia calcistica come sacrosanto che sia). Andiamo ad analizzare squadra per squadra, cercando di stabilire se e dove l’avvicendamento ha rappresentato un cambio di marcia o un ripiego. Lo faremo in ordine inverso di classifica 2024/25. Il tutto ovviamente da opinionista da bar.
SASSUOLO-PISA-CREMONESE
Qui si va con il “senza voto” e senza commento. La serie B è un altro sport, quindi ogni paragone è inutile. In bocca al lupo alle neopromosse sperando che il prossimo anno ce ne sia almeno una che venga da sotto Firenze.
LECCE: Marco Giampaolo -> Eusebio Di Francesco
PROVACI ANCORA EUSE
Ad Eusebio Di Francesco si vuol bene. Non si può non volergliene. In realtà anche a Marco Giampaolo si vuol bene ma quel suo aspetto perennemente dimesso e la mestizia del suo tono di voce ti fanno venire una irrefrenabile voglia di esonerarlo per sottrarlo al dolore. E infatti questa cosa puntualmente succede. Il miracolo di quest’anno è stato che da subentrato sia riuscito a portare a casa la salvezza in maniera rocambolesca. Eppure il destino si è compiuto lo stesso. Evidentemente anche il Lecce voleva evitargli ulteriori sofferenze. Di Francesco ha più o meno lo stesso curriculum, ma la differenza è che è uno che, al contrario del collega, genera attrazione, per cui nonostante sia più esperto in fallimenti sportivi che in successi, riesce a trovare ciorta praticamente ogni anno. Il fatto è che probabilmente è solo sfortunato ed allena squadre veramente scarse, cosa che probabilmente si ripeterà anche quest’anno con il Lecce con pochissime speranze di salvezza. E lui ancora una volta sarà considerato uno che ha portato l’ennesima squadra alla retrocessione senza che ci si renda conto che certe volte riesce a friggere i totani con il balsamo per capelli.
Voto: 7 (ma solo a Di Francesco)
PARMA: Cristian Chivu -> Carlos Cuesta
RIVOLUZIONE
La scelta di Carlos Cuesta è nello stesso tempo un atto di grande coraggio ed una dichiarazione di rinnovamento senza pari. Una delle cose più belle e più interessanti in prospettiva per il campionato a venire. In questo caso, sembra che finalmente una proprietà americana, dopo i risultati pessimi di Roma e Milan e quelli appena decenti della Fiorentina, possa portare un minimo di innovazione nel mondo del calcio. Un ventinovenne stimato a livello mondiale sembra la scelta migliore per farlo. Speriamo che col senno di poi non staremo a ricordarlo come uno che ci ha provato e che si è bruciato troppo presto.
Voto: 8,5 (non puoi scoprire nuovi oceani se non perdi di vista la riva. W. Faulkner)
