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Napoli di carattere, Conte doma l’Inter: “Noi di morire non ne abbiamo voglia”

Napoli di carattere, Conte doma l’Inter: “Noi di morire non ne abbiamo voglia”. 

Il Napoli di Antonio Conte torna a respirare dopo settimane complicate e lo fa nel modo più rumoroso possibile: battendo l’Inter per 3-1 al Maradona, in una notte di orgoglio, tensione e riscatto. Una risposta netta, che arriva contro la squadra forse più in forma del momento e che il tecnico salentino non esita a definire “la più forte d’Italia”.

“Abbiamo affrontato una squadra fortissima — ha spiegato Conte nel post partita — per me la migliore in assoluto che c’è in Italia. Non arrivi in finale di Champions due volte negli ultimi tre anni se (non sei forte). La rosa dell’Inter è fuori portata rispetto alle altre”.

Un riconoscimento sincero, ma anche la premessa a un discorso più profondo: quello della mentalità.
“Aver vinto oggi, nonostante tutte le difficoltà che stiamo incontrando, (è una grande soddisfazione). Stiamo viaggiando con infortuni importanti: mancavano Hojlund, Lobotka e Rrahmani, poi si è fatto male De Bruyne e in allenamento Meret si è fratturato il piede. Lukaku non lo abbiamo da inizio anno… non è un anno fortunato, ma cerchiamo di ribattere colpo su colpo”.

“Loro volevano ammazzarci, noi non abbiamo voglia di morire”

Conte descrive la partita come una battaglia sportiva: “L’Inter era venuta ad ammazzarci sportivamente, perché era la partita perfetta per farlo. Noi invece di morire non ne abbiamo voglia. È venuta fuori una gara tosta, gagliarda, e in mezzo a tante difficoltà abbiamo fatto una bella prestazione”.

Parole che restituiscono lo spirito combattivo del tecnico, ma anche il senso di una serata che, più dei tre punti, restituisce al Napoli la propria identità.

Lautaro e i ricordi dell’Inter: “Ho riportato uno scudetto dopo dieci anni”

Un episodio a bordocampo ha attirato l’attenzione: un battibecco con Lautaro Martínez, suo ex giocatore ai tempi nerazzurri. Conte, però, analizza:
“Quando giochi partite così può accadere. Quell’esperienza mi porta dentro tanti bellissimi ricordi dei miei due anni all’Inter per lo più, battendo e togliendo una vittoria consecutiva di 9 scudetti alla Juventus, che sapete cosa rappresenta per me. Lautaro è un ottimo giocatore, dal punto di vista umano non ho avuto cosi modo di conoscerlo per bene ma gli faccio tanti auguri. Va bene così”.

La stoccata a Marotta

Nel dopogara, Marotta aveva parlato di “rigorini” e decisioni dubbie. Conte replica senza mezze misure:
“La differenza tra il Napoli e l’Inter è che loro mandano Marotta, o altre squadre mandano dirigenti, mentre da noi vengo io. Una grande squadra deve fare le corrette valutazioni e capire come ha perso e non appellarsi a questo. Così si creano alibi a giocatori e allenatori. Io non l’avrei mai permesso da tecnico. Poi Marotta è diventato anche presidente, quindi sta facendo una grande escalation — lasci le cose a chi ha partecipato alla partita. Altrimenti si sminuisce anche l’allenatore, e non va bene”.

Una replica tagliente, nello stile del Conte più autentico: diretto, orgoglioso, mai diplomatico quando si tratta di difendere il suo gruppo.

Un Napoli in costruzione ma vivo

Nonostante i problemi e gli infortuni, il Napoli di Conte dimostra di avere ancora fame e anima. La squadra cresce, soffre, ma non si arrende.
Il tecnico lo sa e lo sottolinea: “Noi stiamo vivendo un percorso duro, ma non molliamo. Oggi abbiamo dimostrato che il cuore può colmare tante distanze”.

Un segnale forte, una strada da seguire

La vittoria contro l’Inter non cancella le difficoltà, ma le trasforma in carburante. Conte chiede fatica, spirito e sacrificio e il suo Napoli risponde.
In un campionato che finora l’ha messo alla prova, questa serata può rappresentare una svolta.

Come spesso accade con Antonio Conte, il messaggio è chiaro: si può soffrire, si può cadere, ma solo chi rifiuta di morire sportivamente finisce per rinascere davvero.