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Genoa-Napoli 2-3: Hojlund firma il rigore della vittoria al 94’, Conte può sorridere dopo una battaglia infinita

Il Napoli soffre, va in dieci per l’espulsione di Juan Jesus ma al fotofinish porta a casa tre punti fondamentali. Infortunio per McTominay, serata difficile per Buongiorno.

GENOVA – Partenza folle al “Ferraris” nel match tra Genoa e Napoli, con un primo tempo ricchissimo di episodi, gol ed emozioni. Bastano 17 secondi per accendere la gara: Buongiorno commette un grave errore nel retropassaggio verso Meret, Vitinha – inizialmente in posizione di fuorigioco – viene rimesso in gioco proprio dal tocco del difensore azzurro. Una situazione che riaccende il dibattito sulle interpretazioni arbitrali: in circostanze simili, solo poche giornate fa, un gol all’Atalanta era stato annullato per un presunto vantaggio immediato di Scamacca dopo il tocco di un difensore.

Vitinha si inserisce con decisione e anticipa Meret, che prova ad arrivare sul pallone. Il contatto c’è, il giocatore del Genoa accentua la caduta e dopo l’OFR l’arbitro decide per il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Malinovskyi, che non sbaglia: conclusione centrale e Genoa in vantaggio quando sul cronometro non si sono ancora giocati tre minuti effettivi.

Il Napoli prova a riordinare le idee e al 12’ costruisce la prima vera occasione della sua partita. Spinazzola rientra sul destro e crossa al centro, Vergara addolcisce il pallone per McTominay, che dall’interno dell’area calcia di prima intenzione ma clamorosamente non trova lo specchio della porta.

La squadra di Conte cresce con il passare dei minuti e al 20’ trova il pareggio al termine di una lunga azione manovrata. Tanti passaggi per scardinare il blocco rossoblù, poi Lobotka aspetta il movimento giusto di McTominay in profondità e lo serve con i tempi perfetti. Lo scozzese calcia di prima, Bijlow respinge ma è Højlund, il più lesto di tutti, a ribadire in rete per l’1-1.

Neanche il tempo di rimettere il pallone al centro che il Napoli completa la rimonta. Ancora protagonista McTominay, che riceve palla e con un controllo orientato manda fuori tempo Malinovskyi, costretto a scivolare. Lo scozzese alza la testa, guarda la porta e lascia partire un destro potente da circa cinque metri fuori area: una conclusione violenta che si insacca alle spalle di Bijlow nonostante il tentativo di parata. 1-2 Napoli e partita completamente ribaltata.

Al 36’ però arriva una tegola per gli azzurri: McTominay accusa un dolore all’altezza del gluteo destro, resta in campo ma appare visibilmente limitato. Una difficoltà che si manifesta pochi minuti più tardi, al 40’, quando lo scozzese perde un pallone sanguinoso a una decina di metri dalla propria area. Malinovskyi ne approfitta immediatamente e calcia di destro dalla lunga distanza: il tiro assume uno strano effetto, ma Meret è attentissimo e con una grande parata devia in calcio d’angolo, evitando il pareggio.

L’ultima emozione del primo tempo arriva nel secondo minuto di recupero: Norton-Cuffy rientra sul sinistro e calcia a giro, Meret è ancora una volta sulla traiettoria e il pallone termina di poco alto sopra la traversa.

Il Napoli va così negli spogliatoi in vantaggio al termine di un primo tempo intenso, mostrando un’ottima reazione dopo l’errore iniziale di Buongiorno. Primo match senza capitan Di Lorenzo, ma con un nuovo capitano d’eccezione: Lobotka. Restano però da valutare con grande attenzione le condizioni di McTominay, la cui situazione fisica desta non poche preoccupazioni in vista della ripresa.

Il secondo tempo di Genoa-Napoli si apre con una brutta notizia per i tifosi azzurri: McTominay non ce la fa a rientrare in campo per un problema muscolare, al suo posto entra Giovane, chiamato subito a mantenere equilibrio in mezzo al campo.

Al 57’ minuto, però, la serata di Buongiorno si trasforma in un incubo: pressato da Colombo in fase di costruzione, perde palla in modo ingenuo, concedendo all’attaccante rossoblù lo spazio per involarsi verso Meret e siglare il 2-2. Il difensore azzurro, comprensibilmente deluso, viene subito sostituito da Conte, che lo consola insieme a Oriali a bordo campo.

Il Napoli reagisce con orgoglio e dopo appena cinque minuti va vicino al nuovo vantaggio: Spinazzola sfreccia sulla fascia sinistra e serve un cross basso per Hojlund, contrastato in area. La deviazione finisce sui piedi di Gutiérrez che, a porta praticamente sguarnita, si aggiusta il pallone sul sinistro ma calcia addosso a un difensore del Genoa appostato sulla linea. Occasione clamorosa sprecata.

Minuto dopo minuto, il Genoa prende fiducia e mette alle corde gli uomini di Conte, che faticano a ripartire e sembrano aver esaurito le energie. Al 76’, arriva un altro episodio chiave: Juan Jesus, già ammonito, trattiene leggermente Ekuban. Per Massa non ci sono dubbi, secondo giallo e Napoli in dieci uomini. Decisione severa che lascia la squadra azzurra in difficoltà per il finale di gara.

Ma proprio quando la partita sembra destinata al pareggio, al 92’ arriva la scintilla decisiva. Vergara protegge palla in area del Genoa e subisce un contatto evidente con Cornet, ma per Massa si può continuare. Sul ribaltamento di fronte Spinazzola spende un fallo tattico su Messias, venendo ammonito. Da qui, interviene il VAR con Di Bello, che richiama l’arbitro al monitor: dopo un rapido OFR, viene assegnato il calcio di rigore per il Napoli.

Sul dischetto si presenta Hojlund: sinistro potente e preciso, Bijlow intuisce e tocca, ma non basta. Il pallone si insacca e esplode la gioia azzurra — 3-2 Napoli al 94’!

Dopo altri tre minuti di sofferenza, Massa fischia la fine: il Napoli conquista una vittoria insperata e di carattere, firmata dal coraggio e dalla determinazione di un gruppo che non si arrende mai.

Nonostante le ingenuità difensive di Buongiorno, l’infortunio di McTominay e l’espulsione di Juan Jesus, la squadra di Conte dimostra di essere viva e capace di reagire anche nei momenti più difficili. Tre punti pesantissimi che ridanno fiducia all’ambiente e consolidano la rincorsa verso le prime posizioni.