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: Napoli-Juventus 2-1

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: Napoli-Juventus 2-1

Non so se ci dovremo abituare a questa novità piuttosto strana al limite del surreale, almeno per i parametri cui siamo stati abituati per decenni, ma vivere la sfida con la Juventus da una posizione inequivocabilmente dominante è qualcosa di veramente difficile da metabolizzare. Magari tra cinque anni entrambe le società saranno passate di mano e la fortuna che abbiamo avuto noi con ADL non si ripeterà e magari dalle parti di Torino si comprenderà finalmente che l’epoca dello strapotere dettato dal traffico di influenze fa ormai parte di un passato che non tornerà più e riusciranno ad uscire dal pantano che li ha portati inesorabilmente alla soglia della mediocrità.
 Fatto sta che il Napoli-Juventus della 14ma di serie A 2025/2026 era già sulla carta tutt’altro che una partita di cartello e a renderla interessante è servita un’ecatombe senza precedenti nella storia del calcio di tre quarti della rosa titolare del Napoli e come condimento scadente si è dovuto ricorrere al finto amarcord dei due allenatori, già eroi a parti invertite, oggi reinventatisi con un divario tra i rispettivi nuovi successi da rendere il racconto davvero poco epico.

Per farla breve, si è trattato di una partita dominata in lungo e in largo pur senza dare grandissimo spazio allo spettacolo come si confà al pragmatismo risultatista del tecnico del Napoli. Una prova di forza del Napoli e una dimostrazione ulteriore di fragilità della Juve, cui più che Spalletti attualmente servirebbe l’Epifania di Nostro Signore.
Questa divaricazione delle forze in gioco in nostro favore riesce perfino a sopire le antipatie ataviche che in passato hanno toccato punte di odio, portandoci a provare pena per alcuni calciatori che meriterebbero ben altre fortune che galleggiare in questo oceano di mestizia. Pensiamo soprattutto a Yildiz, talento purissimo, sparito sabato sera nella nebbia d’importazione calata sul lato bianconero e nonostante questo capace da solo di mettere in discussione un risultato molto più scontato del punteggio portato a casa.

Per il resto, a guardarsi intorno la sensazione torna a essere quella che l’unica squadra davvero in grado di tenere botta fino alla fine del campionato sembra essere l’Inter. I due gol presi in quindici minuti dal Milan da un Torino modestissimo, non forniscono la stessa impressione di solidità al Milan che pure ha restituito ad Allegri la dignità di allenatore di altissimo livello, cosa che alla Juve aveva rischiato di perdere per la sensazione che dava di dirigere un’orchestra che poteva suonare anche da sola. Il Milan ha senza ombra di dubbio alcune individualità eccelse ma nel complesso sembra avere ancora due o tre punti deboli in mezzo al campo che Napoli e Inter sembrano non avere. Della Roma abbiamo detto 7 giorni fa e non è questo il caso in cui cambieremo idea repentinamente. 
Domandarsi cosa sarà il Napoli con la rosa al completo ha una sola risposta: uno squadrone. Riuscirà Antonio Conte a gestire gli inevitabili mal di pancia dettati dall’utilizzo a singhiozzo di calciatori che stanno avendo un rendimento altissimo? Anche in questo caso la risposta è semplice: sì, senza alcun dubbio, basta che gli togliete il microfono.