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: Napoli-Como 0-0

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: Napoli-Como 0-0

In un campionato che probabilmente finirà con l’essere vinto ancora una volta con un punteggio al di sotto della media, a dispetto del tifo che pretenderebbe un dominio totale, vanno sempre immaginati alcuni pareggi e poche sconfitte possibili. Alla luce di quello che si è visto al Maradona, quello col Como è un pareggio da benedire. E questa sensazione la si è avuta ben chiara da tutti i commenti dei protagonisti. Fino a questo momento il Como è stata l’unica squadra che ci è stata superiore. Nelle tre partite perse di questa stagione, c’è stata sempre una concausa (infortuni, calendario serrato, stanchezza fisiologica) che ha portato il Napoli a prestazioni sotto tono. Contro i lariani il Napoli ha tentato di giocare ma è stato neutralizzato con maestria e qualità. Più che l’Atalanta di Gasperini, per la quale l’accostamento si limita al furore agonistico espresso dai calciatori, è sembrato di vedere il Napoli di Spalletti, che coniugava a quella abilità di coprire ogni centimetro quadrato del campo, una qualità individuale irripetibile e soprattutto una preparazione atletica di altissimo livello che consentiva non solo di correre per cento minuti ogni tre giorni, ma che riusciva anche a conservare un’integrità fisica dei calciatori quasi totale. Non ricordo a memoria di problemi muscolari in quella stagione e nelle precedenti, come non li ricordo in un altro Napoli che correva tanto (anche se quello, in realtà, faceva correre di più gli altri), ovviamente parlo di quello di Sarri.

E qui viene il punto. Sta diventado l’argomento dominante ma, alla luce di quanto sta accadendo, si è costretti a parlarne davvero ogni settimana. Ieri è toccato a Gilmour e Spinazzola. Abbiamo praticamente pareggiato il numero di infortunati già altissimo della scorsa stagione. Quello che è tragico è che la stagione non è prossima a terminare ma è appena ad un quarto del suo cammino. Sarebbe ora, seriamente, che si facesse una riflessione sulla “mitica” preparazione atletica del team Conte, che probabilmente, avendo avuto ben altre fortune in passato ed essendo diventata meritevole di racconti epici di calciatori sfiniti fino al vomito e incapaci di camminare dopo i primi allenamenti, si è lasciato prendere la mano. Ormai mancano solo tute di latex, frustini e gatto a nove code per rendere ancora più leggendarie le sedute di training sul litorale Domitio. Diciamolo una volta per tutte, tre infortuni muscolari in un anno non li avevamo mai visti fino a due anni fa. Al primo anno di Conte, al netto delle sue risibili scuse che imputavano ai campi di Castelvolturno la responsabilità di taluni stop forzati per non ammettere che ci fosse un problema di medodo, gli infortuni muscolari durati diverse giornate sono stati 11, per 8 calciatori diversi:
Buongiorno (3+2), Neres (3+4),  Mazzocchi (3+4), Juan Jesus (5), Lobotka (4), Olivera (4), Spinazzola (3), Anguissa (2). per un totale di 37 giornate saltate. A questo dato va aggiunto che il primo infortunio è arrivato alla 7 giornata. 
Passiamo alla stagione in corso e alla luce di quanto appena detto ci renderemo conto che c’è davvero qualcosa che va cambiato. E subito! In sole 10 giornate i calciatori infortunati (sempre solo per la parte muscolare) sono stati già gli stessi 8 dello scorso anno. La differenza è la gravità di taluni infortuni come quelli di Lukaku che salterà non meno di 15 partite, Rrahmani che ne ha saltate 7 e De Bruyne, che deve sperare di avere la stessa “fortuna” di Lukaku per saltare solo mezzo campionato. Poi ci sono Lobotka, Hojlund, Spinazzola, Olivera e Buongiorno ed ora Gilmour, sperando di non aver dimenticato nessuno.

Se si perdono troppe partite con una buona squadra, tendenzialmente il problema è l’allenatore (stagione 2023-24 insegna), se si prendono troppi gol il problema è la difesa o il portiere, se non si segna abbastanza si mettono in croce gli attaccanti e se il gioco fa schifo si divide la posta tra tecnico e centrocampisti. La domanda dunque è questa: se i giocatori mandano in vacca ogni qualsivoglia statistica sul numero di infortunati per incontri disputati e lasciano interi quarti di manzo sul prato ad ogni sacrosanta partita, non sarebbe il caso di mettere un minimo in discussione il reparto atletico? Qui non siamo per i licenziamenti in nessun caso, ma che so, due corsi di aggiornamento e un minimo di rivalutazione delle tecniche di training non andrebbero studiate su altre basi, magari anche statistiche?

Ma no, forse è meglio andare alla ricerca della prossima scusa