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: Sassuolo-Napoli 0-2

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: Sassuolo-Napoli 0-2

Non era praticamente mai successo di arrivare ad un inizio di campionato con pensieri ottimistici, o meglio, l’ottimismo era più dettato dalla speranza che dalla consapevolezza. Di solito le campagne acquisti estive sono sempre state di costruzione, di nuove fondamenta da gettare sulle fondamenta precedenti, magari con un po’ di materiale più solido e con qualche rinforzo strutturale di sostanza. Per la prima volta quest’anno si è invece iniziato un processo rivoluzionario: la costruzione del resto del palazzo. Ci sono voluti quasi vent’anni di magie per tenere la curva in crescita costante ma dolce. Ora possiamo dire che la base della struttura è definitiva ed ha superato tutti i collaudi. Due scudetti in tre anni non sono un caso, ma soprattutto il riconoscimento internazionale di realtà di alto profilo non porta più a sperare che l’anno precedente vada meglio di quello successivo, ma ad esserne certi. Naturalmente questo non significa che non si perderà mai più o che non verranno nuovi periodi difficili da affrontare e débacle da subire, ma vuol dire per certo che finché la dirigenza del Napoli sarà questa, resteremo stabilmente al vertice. Siamo ancora lontani dalla potenza e soprattutto dalle possibilità di squadre stellari come Barça, Real, PSG, City, Bayern, Liverpool. Ma cominciamo ad essere in condizione di essere messi sullo stesso piano di squadre come Inter, Arsenal, Chelsea e vediamo le nobili decadute come la Juve, il Milan o lo United o le terze forze storiche come il Leverkusen, l’Atletico, il Dortmund come degli avversari abbordabili e non più come delle sconfitte da tentare di evitare. 
Un mercato di consolidamento e di crescita soprattutto delle seconde linee ci ha messo in condizione di partire davvero con quelle good vibes a noi da sempre sconosciute e la prima partita di campionato ha consolidato in maniera rilevante queste sensazioni.
Il Sassuolo si presentava con il tridente Loriente-Pinamonti-Berardi che potrebbe tranquillamente essere da squadra di alta classifica, ma nonostante i centrali di difesa non fossero nella formazione tipo, non hanno odorato palla. Il dominio a centrocampo, che dovrebbe essere il leitmotiv di questa stagione azzurra, è stato totale benché di fronte non ci fossero avversari di grandissimo spessore. Lukaku non vedrà fili d’erba per almeno mezzo campionato se non di più e Lucca non può fare reparto da solo. Siamo pronti a scommettere su di lui ma è acerbo. Piuttosto falloso, con tocchi di fino molto sporadici ed un fisico debordante che va gestito. Quindi se proprio dobbiamo vedere qualche goccia mancante in un bicchiere che appare quasi completamente pieno, va completata la sostituzione di Lukaku con un profilo di centravanti in grado di alternarsi a Lucca, se non addirittura di farsi preferire a lui. Si parla di Hojlund in maniera sempre più insistente. Sarebbe il profilo perfetto, benché fino al disgraziatissimo tiro che ha scassato il quarto di bue che ha Romelu al posto del quadricipite, non fosse neanche lontanamente una scelta all’altezza del nuovo corso del Napoli. Il ragazzo ha bisogno di riscatto e se tanto mi dà tanto, il giovane danese ha un ex compagno di squadra che può indicargli la strada giusta per riuscire in questa impresa. Replicare l’exploit di McTominay è quasi impossibile, ma basterebbe uno in grado di fare onestamente il proprio mestiere come ha fatto il gigante belga lo scorso anno. Al momento non cerchiamo un Cavani, un Higuain, un Mertens o un Osimhen. Oggi è più che sufficiente uno all’altezza del Romelu Lukaku ultratrentenne ed Hojlund parte bene per questo compito, ma non è escluso che possa arrivare alle stesse vette toccate da quelli del primo elenco, che quando sono arrivati a Napoli non erano certo delle prime scelte.
E in attesa che tutto vada a registro e che l’orchestra cominci ad intonare il Crescendo armonico, ci godiamo la meraviglia dei solisti Kevin&Scott, evidentemente capaci di fare la differenza anche da soli.