Napoli spento e senza carattere a Lisbona: centrocampo in difficoltà, difesa fragile e terza sconfitta esterna consecutiva in Champions. Conte non riesce a invertire la rotta.
Napoli senza identità: approccio negativo fin dai primi minuti
Irriconoscibili, confusi, privi di mordente. Il Napoli crolla contro il Benfica con una prestazione che non ammette attenuanti. Fin dai primi minuti emergono segnali allarmanti: errori tecnici ripetuti, anche da parte del portiere, e un atteggiamento mentale sbagliato che condiziona l’intera gara.
L’assenza della consueta vis pugnandi, diventata marchio di fabbrica degli azzurri nelle ultime uscite, è evidente. Il Napoli non entra mai realmente in partita e subisce il ritmo e l’intensità dei portoghesi.
Centrocampo in crisi: Elmas e McTominay in grande difficoltà
Uno degli aspetti più preoccupanti della gara è stata la fragilità del centrocampo. Elmas e McTominay si sono mostrati incapaci di gestire la manovra e di garantire filtro in fase difensiva. La pressione alta, portata in maniera disordinata, ha finito per esporre la retroguardia alle ripartenze del Benfica.
Anche la difesa ha mostrato crepe evidenti: Buongiorno in affanno e Rahmani poco lucido nelle letture. Solo l’imprecisione degli attaccanti lusitani ha evitato un passivo più pesante nei primi venti minuti, con diverse occasioni sciupate a tu per tu con il portiere.
Il gol del Benfica: errore difensivo e vantaggio firmato Rios
Il gol che sblocca la partita arriva su un’azione apparentemente innocua. Su un cross, Rahmani non interviene in elevazione e, nel contrasto aereo tra McTominay e Ivanovic, il pallone carambola sui piedi di Rios, che con un tocco di punta supera l’intervento tardivo di Savic e firma l’1-0.
Da lì, la reazione del Napoli è flebile, quasi inesistente: solo qualche timido tentativo e l’attesa dell’intervallo come unica speranza per una scossa.
Sostituzioni e reazione sterile: la mossa di Conte non basta
Nella ripresa, Conte prova a cambiare qualcosa inserendo Politano e Spinazzola sulle corsie esterne. Entrano anche Beukema e Oliveira, ma la panchina corta limita i margini di manovra: solo difensori, un centrocampista e due attaccanti a disposizione.
La squadra cerca di reagire più con la disperazione che con lucidità, ma il crollo si completa al 49’.
Il 2-0 di Barreiro chiude i conti
Il Benfica mette al sicuro il risultato con la rete di Barreiro, che ricorda l’esecuzione vista pochi giorni fa da Højlund contro la Juventus: tocco elegante su cross basso ancora di Rios, con la difesa azzurra immobile e in ritardo.
La partita, di fatto, termina qui.
Napoli, trasferta da incubo: il dato allarmante in Champions
Questa sconfitta si aggiunge alle precedenti cadute di Manchester e Eindhoven, certificando un dato preoccupante: il Napoli non riesce a fare punti in trasferta in Champions League lontano dallo Stadio Maradona.
Una crisi che non è solo fisica o tattica, ma soprattutto mentale.
