Home Calcio Napoli Cronaca di una giornata al Maradona per Napoli-Bologna in tribuna Posillipo

Cronaca di una giornata al Maradona per Napoli-Bologna in tribuna Posillipo

Il tempo esatto della marcatura di Lobotka

Mentre ti avvicinavi ai tornelli la prima impressione era vintage: ti sembrava di non essere al Maradona ma al San Paolo a fine anni 70 inizio anni 80: non c’era quell’elettricita nell’aria degli Spalletti o dei Conte. Le tre sconfitte consecutive tra Campionato e Champions anche se frutto di tte match-clou avevano lasciato nell’aria uno scetticismo che si toccava con i sensi. Entrati nello Stadio gli sguardi con i primi tifosi storici ed il colpo d’occhio del ‘Maradona’ confermavano questo sentire. Inizio della partita e subito si capiva che il Napoli di Allegri era contratto, privo di idee ed a nulla valeva uno De Bruyne che sembrava inspirato, né un Vergara preferito a Lang che si dava un gran daffare a volte incartandosi. Nessuna idea di gioco contro un Bologna ridotto ai minimi termini dal mercato e dagli infortuni. Politano non riusciva a trovare sbocchi e Gilmour e Lobotka cercavano di intercambiarsi in cabina di regia. Rafa Marin giocava a lotta greco-romana con Piccoli, il migliore dei suoi. Poi Allegri cambiava gli esterni: il giovane di Africo Favasuli per Politano e Lang per Vergara. La gara cambiava volto: il Napoli saliva in intensità ed occasioni, il Bologna scompariva e da una percussione sull’esterno del cavallino arabo calarese nasceva l’assist per Lobotka che facava l’Hojlund: 1a 0. I tifosi si rianimavano e principiavano le prime gag con il pastaefasule nuovo beniamino del ritrovato “Maradona’: il resto lo faceva Allegri che blindava la difesa con Oliveira (senza voto). Il Napoli si stacca dal basso della classifica, ma Firenze attende i muscoli di Anguissa in una gara che é il primo crocevia di stagione prima della sosta lunga.