Home Cultura e Arte In uscita un testo sull’interpretazione persiana del Mosaico di Isso

In uscita un testo sull’interpretazione persiana del Mosaico di Isso

Il Mosaico di Isso in restauro al MANN

Mancava una ricostruzione a parte persiana del “Mosaico di Isso” il capolavoro musivo risalente al 100 a.C. che, prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., si estendeva su di una superficie di circa 3000mq e costituiva la decorazione pavimentale di un soggiorno o exedra, situato tra il primo e il secondo peristilio della ricca dimora della Casa del Fauno a Pompei. Ci ha pensato lo studioso iranista Luciano Mastrogiacomo di Piano di Sorrento e ne è nato il testo “Elementi persiani nel mosaico della Battaglia fra Alessandro e Dario III”, Osservazioni per un unicum iconografico, per le edizioni Ismeo.
Pompei che, prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., si estendeva su di una superficie di circa 3000 m2 compreso il piano superiore ora in massima parte scomparso; il capolavoro costituiva la decorazione pavimentale di un soggiorno o exedra, situato tra il
primo e il secondo peristilio della ricca dimora. La Battaglia è stata scoperta nel 1831 e, dopo un acceso dibattito tra gli studiosi
dell’epoca, fu trasferita nel 1843 al MANN su un carro trainato da sedici buoi. Durante il tragitto, durato nove giorni, la grande cassa
in cui l’opera musiva era custodita cadde due volte, e questi eventi causarono la perdita di alcune tessere, che si aggiunsero ai danni già
riportati negli anni successivi alla scoperta.
L’opera musiva mostra qualche incongruenza come, ad esempio: la ruota della quadriga di Dario più vicina allo spettatore realizzata in
modo tale da sembrare quasi ovale, la mancanza di simmetria nella prospettiva rispetto alla ruota sinistra, il probabile sportello posteriore del veicolo reale presentato in una forma convessa decisamente ati-
pica, alcune membra bianche di problematica interpretazione inserite nel corpo di uno dei quattro cavalli morelli che la conducono. La rappresentazione è, tuttavia, ricca di dettagli relativi ai Persiani, per cui è ipotizzabile che l’autore del quadro ispiratore del Mosaico potesse aver visto direttamente elementi del bottino riportato dall’esercito di Alessandro. Com’è noto, con la vittoria di Isso i Macedoni si sarebbero impadroniti del mantello, del carro da battaglia, nonché dell’arco e dello scudo di Dario, e ugualmente dopo la vittoria di Gaugamela avrebbero requisito carro, arco e scudo del re. Le osservazioni presentate in questo lavoro sono state organizzate in sette capitoli così suddivisi: I. abbigliamento militare; II. armature; III. armi; IV. carro di Dario; V. cavalli e relativi accessori; VI. gioielli; VII. decorazioni zoomorfe trattate insieme a due motivi decorativi presenti nell’opera musiva, quali la stelletta ed il triangolino o dentello.