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Marianucci si presenta: “Essere al Napoli è un onore, ora voglio meritarmi tutto”

Marianucci si presenta: “Essere al Napoli è un onore, ora voglio meritarmi tutto”. 

Nel giorno successivo al suo compleanno, Luca Marianucci si regala il battesimo in azzurro davanti ai microfoni.
Il classe 2004, cresciuto nell’Empoli e protagonista di una scalata silenziosa ma solida, è uno dei volti nuovi del Napoli targato Conte. Difensore moderno, di personalità, con il vizio del fraseggio e della lettura, si racconta con la maturità di chi sa bene da dove viene e dove vuole arrivare.

“Essere al Napoli è un onore immenso”
Marianucci non nasconde l’emozione di far parte di un gruppo ricco di campioni, dopo anni di apprendistato tra Serie C ed Empoli:
“Allenarsi con gente del calibro di De Bruyne, Rrahmani, Buongiorno è un privilegio. Da subito mi sono inserito bene, umanamente e calcisticamente. So che andrà benissimo”.

L’approdo al Napoli, racconta, è arrivato in modo inaspettato:
“La chiamata mi ha un po’ spiazzato ma ho pensato solo a lavorare fino alla fine del campionato con l’Empoli. Quando poi sono venuto qui, la felicità è stata immensa”.

Un giovane in mezzo ai grandi: la sfida della Serie A
In un campionato sempre più affollato di stranieri, Marianucci sa bene che per emergere servono testa e pazienza:
“Emergere in Serie A è sempre difficile, sia che tu sia straniero che italiano. L’importante è lavorare giorno dopo giorno e ritargliarsi il proprio spazio in mezzo a tanti campioni”.

Conte e il lavoro: “È tutto quello che ci troveremo più avanti”

Il difensore ha ringraziato Roberto D’Aversa, tecnico che lo ha fatto esordire in A ma ora il presente si chiama Antonio Conte:
“Conte, lo sto assaporando a livello lavorativo in questi giorni ma è tutto lavoro che ci troveremo poi durante l’anno”.

Sulle richieste del mister, Marianucci svela:
“Mi ha chiesto di fraseggiare, di dialogare coi reparti. È qualcosa che sento mio: anche se sono un centrale, amo giocare con la palla tra i piedi”.

Ambizione e spirito giusto: “Darò tutto per questi colori”

Chiaro anche il messaggio sull’approccio emotivo e professionale:
“ Sicuramente ho tanta sicurezza in me stesso, entrerò al Maradona, dove ha giocato il più forte della storia, con grande umiltà ma darò tutto per la squadra e per questi colori”.

Con Juan Jesus come primo mentore in allenamento, Marianucci si sente pronto a imparare, crescere e combattere per lo spazio:
“Per ora sono il quinto centrale, ma voglio giocarmela. Non ho un’arma segreta, ma darò tutto in ogni allenamento”.

Il numero 35 e i sogni di un ragazzo con i piedi per terra

Il 35 lo porta per scaramanzia e amicizia:
“Lo scelsi per caso, poi lo tenni per Baldanzi. Speriamo porti bene anche qui”.

E sul compleanno vissuto nel ritiro di Dimaro:
“È stato il più bello della mia vita, anche se stavo correndo e facendo blocchi. Ero con i miei compagni, ed è questo che conta. Il sogno? Raggiungere degli obiettivi molto importanti nella mia vita”.

Ramos il modello, Rrahmani il riferimento

Marianucci si ispirava a Sergio Ramos da bambino, ma oggi guarda in casa propria:
“Per caratteristiche mi rivedo in Rrahmani. Giocare con lui sarà stimolante”.

Difendere alto, adattarsi a ogni modulo, accettare le sfide e lavorare sulle lacune:
“Devo crescere in fase difensiva, ma allenarmi con grandi attaccanti mi aiuterà. Difendere in avanti mi piace, e non importa se giochiamo a 3 o a 4: sono pronto”.

Marianucci chiude con concretezza
“Mi sentirò soddisfatto solo se a fine anno avremo raggiunto gli obiettivi del gruppo”.

Dal settore giovanile dell’Empoli ai campioni d’Italia: Marianucci ha già vinto una partita importante. Ora inizia quella più bella.