Quando il Vomero era un posto tranquillo (e un po’ snobbato dai demillini) lungo via Scarlatti specialmente di sera si incontravano tante coppie anche di una certa età che facevano la passeggiata per prendere un po’ d’aria tra i filari di platani, prima di cena. E tutti gli abitanti almeno di vista sembravano conoscersi. Professionisti, impiegati, insegnanti, ricchi di decòr… Commercianti del livello di Gino Coppola, dell’omonimo negozio di abbigliamento; o come il giocattolaio Caputo di via Alvino (molti erano laureati). Tutte persone distinte e dalla buona educazione.
Poi, con la pedonalizzazione, tutto è cambiato; e la febbre dello shopping (con l’assalto che ne è seguito) ha determinato come una mutazione genetica del quartiere (non più snobbato da certi signorini di Chiaia). Un modo di vivere, “way of life”, che appare superato.
E adesso addio anche a Guido Varzi, il fondatore della storica cartoleria di via Merliani, un signore distintissimo che fino a qualche anno fa era ancora possibile incontrare con la moglie, altrettanto fine, per le strade del quartiere. “Una notizia che, non appena ha cominciato a diffondersi, anche sui social, ha destato profonda commozione e cordoglio tra i tantissimi vomeresi che, nel corso dei numerosi lustri di attività, hanno avuto l’occasione di conoscerlo”, afferma l’ingegnere Gennaro Capodanno, presidente del Comitato valori collinari.”Mi riferisco a uno dei decani dei commercianti del Vomero, deceduto dopo una vita dedicata al suo esercizio commerciale “. “Si tratta di una delle ditte più antiche, e sicuramente la più antica nel suo settore, tra quelle ancora presenti al Vomero attualmente”, puntualizza Capodanno che è la memoria storica del quartiere: “Fondata nel lontano 1956, e dunque attiva da ben 64 anni negli stessi locali. Di certo oggi rappresenta uno dei pochi esercizi storici presenti in zona, dopo la scomparsa di tanti altri”. Sarà il figlio Giuseppe a portare avanti l’attività.
