Ieri si è rischiato uno scontro istituzionale deflagrante. Alle giustissime reazioni di De Luca, dopo il devastante sabato notte, aveva replicato de Magistris, che come sempre schierato dalla parte dei più “deboli” (si fa per dire) aveva minacciato un’ordinanza con la quale avrebbe liberalizzato le aperture di tutti i locali pubblici 24 ore su 24. Roba da non credersi.


Immaginiamo quali potranno essere state le reazioni di De Luca, che probabilmente violentandosi se ne è stato zitto ed ha lasciato che in sua vece “parlasse” un comunicato emanato dall’Unità di Crisi della Regione Campania, riunita per esaminare la situazione epidemiologica.


“Dopo quanto si è verificato nell’ultimo weekend con ripetuti assembramenti senza mascherine, l’Unità di crisi rinnova con fermezza l’invito al rispetto delle ordinanze in vigore e a evitare comportamenti irresponsabili che potrebbero determinare una risalita della curva dei contagi. Si ricorda che non sono consentiti assembramenti e che è obbligatorio indossare la mascherina. I dati degli ultimi giorni non rivelano che il Covid-19 sia sparito o addirittura che sia stato debellato. È fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno a tutela della salute di tutti. Si ricorda infine che i cittadini hanno il dovere di attenersi rigorosamente alle disposizioni per evitare che il contagio riprenda con drammatiche conseguenze sanitarie e sociali”, conclude la nota.


Sullo sfondo resta il gravissimo problema venuto a galla con lo scoppio della pandemia della necessità di una riforma istituzionale profonda che delimiti le sfere di competenze in situazioni come queste. Si è assistito ad uno scontro iniziale tra governo e regioni, che in alcuni casi si protrae. Ora che il governo ha in pratica sciolto le briglie alle regioni, affidando loro il compito di regolamentare la fase 2, ecco che lo scontro si ripropone con i sindaci, gelosi delle loro prerogative. Un impazzimento totale, assolutamente insopportabile e sul quale, a bocce ferme e a coronavirus debellato, bisognerà intervenire necessariamente per evitare che questo dannoso conflitto di attribuzione possa ripetersi in futuro.