È vero che “gli esami non finiscono mai”: ecco come li hanno raccontati film e musica

da | Giu 20, 2018 | Cultura&Spettacolo | 0 commenti

In questi giorni gli studenti sono impegnati con le prove finali: un excursus tra pellicole storiche, canzoni e testi teatrali

Questo periodo dell’anno è molto temuto da una schiera di giovani studenti che si apprestano a svolgere gli esami finali del percorso di studio che stavano frequentando. I ragazzi delle scuole medie hanno già sostenuto le prove scritte e in questi giorni sono alle prese con le prove orali. I maturandi, invece, in questi giorni frenetici stanno preparandosi alla prima prova scritta che li aspetta mercoledì 20, alla quale ne seguiranno altre due. Per l’orale forse slitterà di qualche giorno la prova in base alla presenza o meno del ballottaggio delle elezioni politiche locali nel comune in cui si trova la scuola. Insomma è tempo di esami e più di un alunno si starà pentendo di non aver seguito quella o questa materia con costanza o di non aver studiato durante l’anno alcuni argomenti, ma ormai quel che fatto è fatto! Per offrire una lettura leggera di questa fase importante che ognuno di noi affronta nella vita abbiamo voluto ripercorrere gli esami di personaggi del mondo del cinema, del teatro e della musica per offrire agli “studiosi” un piacevole, speriamo, momento di evasione dallo studio.

Iniziamo con Totò e i re di Roma, film del 1951 diretto da Mario Monicelli e Steno tratto dai racconti La morte dell’impiegato e Gli esami di promozione di Anton Cechov. E se Cechov nel primo racconto citato narrava le vicende dell’usciere di tribunale, Ivan Dmitrič Červâkovc, che a causa di uno sternuto che spruzza la testa calva del generale Brizžalov, direttore generale del Ministero delle comunicazioni russo, trascorrerà momenti difficili per la paura di perdere il posto di lavoro, chiedendo più volte scusa al generale e dunque indispettendolo, ottenendo poi l’effetto contrario, nel film Totò interpreta Ercole Pappalardo, archivista capo al Ministero che inavvertitamente starnutisce e colpisce proprio il ministro che potrebbe aiutarlo in un avanzamento di carriera. Da quel momento, l’archivista tenta in tutti i modi di scusarsi ma la strada sarà in salita sino a quando non deciderà di scrivere una lettera di giustificazioni a Sua Eccellenza peggiorando ulteriormente la sua posizione perché il ministro scoprirà che non ha nemmeno la licenza elementare a causa del modo sgrammaticato usato nello scrivere. Il suo superiore gli consiglierà così di conseguire almeno quel primo titolo di studio. La scena degli esami orali racchiude il focus della pellicola, in quanto presidente della commissione è il professor Palocco, interpretato da Alberto Sordi, con il quale il protagonista ha avuto diversi diverbi in precedenza. Il finale sarà disastroso con l’archivista che, bocciato dall’esaminatore che lo ridicolizza, esploderà di rabbia e gli farà un “paliatone”. Qualche curiosità sul film: questo è l’unico film in cui Totò ed Alberto Sordi recitano insieme; il titolo originale avrebbe dovuto essere E poi dice che uno…, con riferimento a una famosa frase che Totò pronuncia spesso; nella scena dell’interrogazione viene operata una censura su una battuta di Totò, quando Alberto Sordi gli chiede il nome di un pachiderma. La risposta “Bartali” che noi sentiamo è palesemente doppiata, Totò infatti aveva risposto “De Gasperi” e leggendo il labiale dell’attore si può notare, tanto è vero che Sordi risponde: “Vedo che Lei non ha perso l’abitudine d’insultare i suoi superiori!”. Si vede che il presidente del Consiglio dell’epoca non avrebbe apprezzato!

Lo stesso Sordi poi nel 1961 interepreterà uno studente non abbastanza brillante da riuscire a laurearsi in Una vita difficile diretto da Dino Risi. Film che è stato inserito fra i 100 film italiani da salvare, in quanto pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978. C’è poi il film Immaturi che racconta le vicende di un gruppo di ex studenti diplomati che si ritrovano, per un disguido burocratico, a dover rifare le prova d’esame. Insomma uno degli incubi più ricorrenti dopo quello di dover ripetere l’esame di laurea!

Dal punto di vista musicale esiste un must qual è Notte prima degli esami di Antonello Venditti che forse ogni studente dal 1984 in poi la notte prima degli esami avrà ascoltato e canticchiato. La canzone è ambientata per l’appunto in una notte d’estate con il racconto di quanto accade a diverse persone come “quattro ragazzi con la chitarra ed un pianoforte sulla spalla” che sono Venditti, Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori ed Ernesto Bassignano, e poi le vicende di genitori, segretarie ma soprattutto due giovani che l’indomani dovranno affrontare l’esame tra la paura e la passione che li avvolge nonostante l’ansia della prova. Il brano si conclude con Venditti ormai adulto e cantautore di successo che si esibisce in un concerto mentre “si accendono le luci sul palco”.

Non possiamo concludere questo articolo senza citare Gli esami non finiscono mai del grande Eduardo De Filippo, anche perché il titolo è entrato nel linguaggio comune per esprimere che nella vita prove da superare ce ne saranno sempre e non solo quelle scolastiche, ma anche e soprattutto quelle che ci metterà di fronte l’esistenza. La determinazione e la forza di volerle superare saranno il sale della vita che offrirà soddisfazioni e rivincite. Un monito dunque a tutti gli esaminandi affinché prendano questo importante traguardo anche come un punto di partenza per sfide sempre più entusiasmanti. Senza dimenticare tanti in bocca al lupo!

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