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Lisistrata e la Pace

Sabato 24 e lunedì 26 maggio – ore 21 – al Teatro Grande di Pompei ci sarà la “Lisistrata” una riscrittura di Aristofane nella drammaturgia e regia di Marco Martinelli. 120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano apriranno la stagione estiva del Teatro Grande di Pompei, 90 dei quali partecipanti allo spettacolo sono provenienti dai licei e dagli istituti tecnici della provincia Vesuviana, Pompei, Torre del Greco, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Il progetto che ha come responsabile Maria Rispoli vede la partecipazione delle scuole E. Pascal di Pompei, Istituto Superiore E. Pantaleo di Torre del Greco, del Liceo G. de Chirico di Torre Annunziata e dell’Istituto Superiore R. Elia di Castellammare di Stabia. Un progetto nato da un’intuizione del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel che spiega; “Con i ragazzi e le ragazze del territorio stiamo recuperando quel senso, e dopo aver assistito ad alcune prove, posso solo dire che quest’anno sarà uno spettacolo fortissimo, chi vuole capire le origini e la forza del teatro occidentale venga a vedere. È emozionante vedere come un testo classico possa sprigionare la creatività e l’espressività dei giovani di oggi, che vivono in un territorio considerato difficile, e da certi punti di vista lo è. Ma quello che vedrete vi libererà da più di un pregiudizio sui giovani dell’era digitale: quando li vedo recitare mi trasmettono un senso di speranza indescrivibile, e con la tournée che faranno dopo la prima di Pompei questa allegra speranza la porteranno anche in altre città: e saranno i migliori ambasciatori di Pompei nel mondo. Chiosa il regista Martinelli; “Cosa fare quando la pace si fatica a trovarla? Quando questa sguscia via dalle mani? Se lo chiedeva Aristofane nel V secolo a.C., mentre la guerra del Peloponneso avvampava furiosa, allontanando sempre più lo spiraglio di una tregua. Ce lo chiediamo ancora oggi, con ardore se lo domandano gli adolescenti che incontriamo nei nostri laboratori. Una che non si fa sedurre dal luccichio della sua epoca, che sa di avere un potere e lo utilizza per costruire lì dove gli uomini hanno distrutto”.

Vincenzo Aiello