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Torino–Napoli, Conte: “Parte un tour de force. Curioso di vedere che risposta daremo”

Torino–Napoli, Conte: “Parte un tour de force. Curioso di vedere che risposta daremo”. 

Sta per cominciare un vero e proprio tour de force per il Napoli di Antonio Conte. Alla vigilia della sfida in trasferta contro il Torino, il tecnico azzurro si è presentato in conferenza stampa per introdurre il match, ribadendo concetti chiari: equilibrio, gestione delle energie e curiosità per le risposte che il gruppo saprà dare in un periodo cruciale della stagione.

“Abbiamo ritrovato i nazionali — ha spiegato Conte — e la maggior parte di loro hanno giocato entrambe le partite. Quando si torna dalle nazionali bisogna essere bravi a calibrare gli allenamenti e i reinserimenti nel gruppo.
Buongiorno è tornato con noi già da qualche giorno, Politano pure, mentre Amir e Lobotka stanno proseguendo i rispettivi percorsi di recupero. L’obiettivo di questi ventidue giorni sarà capire che tipo di risposte sapremo dare: ci aspettano sette partite e un dispendio di energie importante, sarà inevitabile fare rotazioni. Siamo curiosi di vedere dove saremo alla fine di questo tour de force”.

I dubbi di modulo e la forza del Torino

Conte non si sbilancia sulla disposizione tattica ma chiarisce la sua filosofia:
“Il discorso del modulo è relativo: è sempre un 4-3-3, che può essere tipico con due esterni o atipico con un centrocampista in più. Il calcio oggi da diverse informazioni, è difficile catalogare un sistema di gioco tra le due fasi: cambia la costruzione e cambia la fase di non possesso.
Con lo Sporting abbiamo iniziato con i quattro centrocampisti e poi siamo passati ai due esterni e l’abbiamo vinta; col Genoa l’opposto e l’abbiamo vinta. La rosa è stata strutturata proprio per permetterci queste soluzioni”.

Sulla sfida contro i granata e sull’avversario:
“Sarà una partita difficile. Chiunque affronti il Napoli, che ha lo scudetto sul petto, ha una motivazione e voglia di fare qualcosa di straordinario.
Io conosco bene l’ambiente, hanno una storia, una tradizione, una buonissima squadra e un ottimo allenatore come Marco Baroni. L’anno scorso la Lazio “ex squadra di Baroni” è stata la nostra bestia nera, ma domani sarà tutta un’altra partita”.

Gestione degli infortuni e ritmo serrato

Sul tema infortuni, Conte lancia una riflessione più ampia:
“Sarebbe carino fare una statistica a livello europeo per capire che tipo di proporzione c’è a livello di infortuni in generale. Più giochi e più rischi di avere infortuni: è inevitabile. Giocando tanto hai meno tempo per allenarti e questo porta spesso a problemi muscolari perchè comunque sono esseri umani, sottoposti a stress non solo fisico ma anche emotivo.
È un cane che si morde la coda. Per questo serve fare rose profonde: se uno ha un affaticamento e dopo tre giorni c’è un’altra gara, non lo rischi”.

Gilmour per Lobotka

Sull’eventuale sostituto del numero 68:
“L’anno scorso, quando Stanislav ebbe un problema, Gilmour lo sostituì egregiamente. Ho totale fiducia in lui: sposa alla perfezione le stesse caratteristiche di Lobotka, e per questo era stato scelto. Trovarne un altro nella rosa è difficile, perché gli altri hanno caratteristiche diverse e non sono veri playmaker”.

Conte ha poi parlato anche di Neres e Lang:
“Neres non mi deve dimostrare niente: ha contribuito in maniera importante alla vittoria dello scudetto lo scorso anno. Noa Lang lavora tanto e si sta adattando a quello che vogliamo da lui. È un ragazzo che lavora si applica e sicuramente avrà le sue chance. Dobbiamo tutti avere pazienza — e la devo avere anch’io, non solo loro”, ha sorriso il tecnico.

“Il secondo anno è sempre il più difficile”

Sulla difficoltà del secondo anno, Conte ha risposto con la sua consueta schiettezza:
“Penso di averlo spiegato tante volte. A casa mia si dice: “Chi vuol capire, capisca”. Ritornarci sarebbe superfluo, basta riascoltare le mie interviste passate: altrimenti diventa una litania”.

Mctominay e il cambio di status

Infine, una riflessione su Scott McTominay:
“Il discorso è semplice. L’anno scorso era arrivato da giocatore inutilizzato al Manchester United, poi è stato il miglior giocatore del nostro campionato. Quando cambi status: le attenzioni nei tuoi confronti durante la partita e dagli allenatori sono totalmente diverse. Inevitabile che venga visto in maniera diversa. Non è una questione di adattamento”.

In chiusura, Antonio Conte si è mostrato ancora una volta lucido e consapevole del percorso che attende il suo Napoli: un cammino lungo, denso di sfide e con tante partite ravvicinate ma anche con la possibilità di consolidare un’identità sempre più riconoscibile.
Il tecnico sa che serviranno rotazioni, pazienza e la capacità di tenere alta l’intensità mentale oltre che fisica. Torino sarà solo la prima tappa di un vero e proprio tour de force ma dalle sue parole traspare la fiducia in un gruppo che, pur tra acciacchi e nuovi equilibri, ha voglia di continuare a dimostrare di essere all’altezza dello scudetto che porta sul petto.