Champions League amara per gli azzurri decimati: non basta McTominay, i calci piazzati condannano la squadra di Max. Settima sconfitta in 14 gare.

Una trasferta insidiosa che si trasforma in una pesante disfatta europea. Il Napoli esce sconfitto per 4-1 dallo stadio Do Dragão contro un Porto affamato di punti, al termine di una serata segnata dalle assenze, dalla fragilità sui calci piazzati e da un crollo netto nella ripresa. Per Massimiliano Allegri il bilancio si fa allarmante: 7 sconfitte in 14 partite, un trend negativo senza precedenti recenti nell’era De Laurentiis.
Primo tempo: botta e risposta tra Bednarek e McTominay
In piena emergenza infortuni, Allegri deve reinventare la formazione adattando Vergara in un ruolo inedito. L’approccio del giovane azzurro è fin troppo veemente: giallo dopo appena un minuto di gioco.
La squadra di Farioli ne approfitta subito per sbloccare la gara. All’11’ corner per i padroni di casa, Vergara perde la marcatura di Jan Bednarek, che di testa trafigge Meret per l’1-0.
Il Napoli accusa il colpo ma mantiene ordine e pulizia nel palleggio. Alla mezz’ora Rasmus Højlund scuote i suoi: progressione palla al piede dalla propria metà campo e diagonale velenoso che sfiora il palo difeso da Costa. Pochi minuti dopo viene annullato un gol a Kevin De Bruyne per posizione di fuorigioco sul servizio di Politano.
La pressione azzurra viene premiata al 43′, Conclusione velenosa di Politano respinta da Costa. De Bruyne rimette al centro, deviazione ravvicinata di Højlund su cui il portiere compie un autentico miracolo. Sul tap-in si avventa con decisione Scott McTominay, che firma l’1-1 con cui si va al riposo.
All’intervallo il dato degli Expected Goals (xG) premia la compattezza e l’efficacia del Napoli, nonostante un possesso palla leggermente a favore dei portoghesi.
Secondo tempo: black-out azzurro e trionfo di Farioli
Nella ripresa il copione cambia radicalmente. Il Porto sale di giri e chiude il Napoli nella propria metà campo. Al 56′ ennesimo brivido da palla inattiva, con Bednarek che incorna nuovamente colpendo una clamorosa traversa.
Al 62′ campanello d’allarme bis con un missile dalla distanza di Gabri Veiga, centrale ma potentissimo, che fa tremare la traversa sopra Meret.
Il vantaggio portoghese è nell’aria e si materializza poco dopo. Su un rinvio lungo di Meret non controllato da Højlund, la difesa di casa ribalta l’azione con un lancio filtrante, Rosario raccoglie e imbuca per Gabri Veiga, lasciato colpevolmente libero da Beukema. Davanti a Meret lo spagnolo non sbaglia: 2-1.
Calci piazzati fatali e finale da incubo: espulso Rafa Marín
Il Napoli tenta una timida reazione ma crolla definitivamente ancora una volta da fermo. Altro corner concesso con troppa facilità e Jakub Kiwior stacca indisturbato per il tris del Porto.
Nonostante l’ingresso delle forze fresche dalla panchina, gli azzurri non riescono a ricucire il distacco. Nei minuti di recupero cala il sipario nel peggiore dei modi. Ripartenza fulminea di Samu, che si invola a tu per tu con Meret. Rafa Marín interviene da dietro calcio di rigore ed espulsione diretta per fallo da ultimo uomo. Dal dischetto lo stesso Samu spiazza Meret per il definitivo 4-1.
Per il Napoli è notte fonda sia in ottica qualificazione europea sia a livello di certezze tattiche, con la gestione difensiva dei calci d’angolo e la tenuta difensiva nei secondi 45 minuti chiamate a una sterzata immediata.

Fotografo e videografo, giornalista pubblicista, ha collaborato alla realizzazione di alcuni servizi di inchiesta per il programma televisivo “Le Iene”, ha condotto la trasmissione televisiva “Zona Napoli” in diretta su “Stereo 5 tv” ed è opinionista per vari programmi televisivi e radiofonici.
