Napoli–Lazio 0-2, Conte non si nasconde: “Poca energia, partita sbagliata. Ora serve reagire”.
Sabato amaro al ‘Maradona‘ per il Napoli, che cade 0-2 contro la Lazio e frena nella corsa Champions. Una prestazione opaca, lontana dagli standard degli azzurri, segnata da poca brillantezza e da una difficoltà evidente nel trovare soluzioni offensive contro una Lazio ordinata e cinica.
Nel post gara, Antonio Conte analizza senza filtri una sconfitta che pesa più per la prestazione che per il risultato.
“Poca qualità e poca energia”
Il tecnico va dritto al punto:
“No, sicuramente non è stata una buona partita da parte nostra. Abbiamo messo veramente poca qualità in mezzo al campo e la Lazio ci ha aspettato, ci ha chiuso gli spazi e ripartiva”.
Un dato fotografa la serata:
“Abbiamo avuto la palla per il settanta per cento, non siamo riusciti a fare un tiro nello specchio la porta, abbiamo tirato otto volte fuori”.
Il problema, però, è più profondo:
“La sensazione fin dall’inizio era che ci fosse veramente poca energia. Questa è una squadra che quando non ha energia diventa difficile, perché la qualità si abbassa”.
Occasioni mancate e poca lucidità
Conte sottolinea anche la mancanza di concretezza:
“Non siamo stati bravi a trovare gli spazi, anche se avevamo studiato la partita”.
E ammette una possibile responsabilità personale:
“Magari non sono stato bravo io a percepire questo malessere che si è sviluppato dopo Parma”.
“Una bella legnata, ma serve farne tesoro”
Nonostante il ko, l’obiettivo resta chiaro:
“La motivazione era sempre quella di cercare di fare il massimo e giocarci queste ultime partite facendo più punti possibili”.
Poi il monito:
“Abbiamo preso questa bella legnata nei denti. I ragazzi devono andare a casa, domani riposano e ripartiamo lunedì”.
E insiste sull’importanza della reazione:
“Bisogna fare tesoro di quello che è accaduto oggi. Non farlo sarebbe grave”.
Futuro e voci: “Meglio il silenzio”
Inevitabile il tema del futuro, ma Conte dribbla:
“Vi lascio parlare. A volte dico qualcosa e viene strumentalizzata o fraintesa”.
La linea è chiara:
“Più si sta zitti e meglio è, fin quando non finisce il campionato”.
E ribadisce la sua posizione:
“Io sono totalmente concentrato. Capisco che il mio nome serve per fare paginate, ma non ci posso far niente”.
Rapporto con il presidente: “Se devo parlare, lo faccio in privato”
Chiusura anche sui messaggi del presidente:
“Quello è un problema del presidente. Può dire quello che vuole”.
E precisa:
“Se dovessi rispondere lo farei in privato, non in pubblico”.
Il Napoli esce sconfitto e ridimensionato, ma non fuori dai giochi. La sensazione è che questa sia una battuta d’arresto pesante, soprattutto per l’atteggiamento. Conte lo sa: adesso serve una reazione immediata, perché il margine di errore, da qui alla fine, è praticamente azzerato.
