Napoli–Eintracht Francoforte 0-0, Conte: “Possiamo dire di tutto, ma se non segni non vinci”.
Un Napoli generoso, ma sterile. Finisce 0-0 la sfida del Maradona contro l’Eintracht Francoforte nella quarta giornata del mini campionato di Champions League. Gli azzurri di Antonio Conte dominano specialmente nel possesso per larghi tratti, costruiscono poco, spingono ma non sfondano il muro tedesco. E a fine gara, il tecnico salentino non nasconde il rammarico per un pareggio che lascia l’amaro in bocca.
“Possiamo dire di tutto e di più ma se non segni non vinci, e finisce 0-0. Questo ho detto ai ragazzi (ha spiegato Conte ai microfoni nel post-partita). Dispiace, perché giochi contro una squadra tedesca che sembrava comunque… beh, hanno imparato bene come si fa il catenaccio italiano. Si parla tanto di calcio offensivo, di calcio europeo, e poi… rispettiamo tutti, ma se noi avessimo fatto una partita del genere in Germania si parlerebbe di calcio di vecchia epoca, catenaccio e ripartenze. Noi siamo comunque buoni insegnanti.”
Un’analisi lucida e anche un po’ polemica, quella di Conte, che rivendica la volontà del suo Napoli di proporre calcio:
“Stiamo cercando di andare avanti a livello calcistico e proporre qualcosa di europeo, qualcosa che si tratta di dominare la partita, fare pressioni importanti. È inevitabile che se non segni non fai gol e secondo me abbiamo avuto delle occasioni clamorose. Mi dispiace, però non posso dire nulla ai ragazzi per l’impegno e lo spirito che ci hanno messo. Stiamo finendo un ciclo di sette partite cercando di inventarci situazioni nuove. Oggi Lobotka non lo abbiamo più rischiato (sostituito al 74esimo) e abbiamo trovato un’alternativa in Elmas come idea. Noa, quando è entrato negli ultimi 20 minuti, ha fatto bene. Bisogna andare avanti e lavorare.”
L’obiettivo: crescere, non cercare alibi
Conte torna poi sul tema delle ambizioni e delle difficoltà di un gruppo che sta vivendo una stagione intensa, con molti impegni ravvicinati e assenze pesanti.
“Possiamo parlare di ambizioni e di altro, ma l’ambizione nostra è crescere, fare esperienza quest’anno. Stiamo affrontando una stagione con tanti impegni rispetto allo scorso anno, e tutti dobbiamo capire che è più difficile: per i calciatori, per i fisioterapisti, per i dottori, per me che devo preparare partite ogni tre giorni. È più difficile anche per gli infortuni.
Ci sono tutte queste problematiche, ma penso che le stiamo affrontando nel migliore dei modi. Bisogna credere nel lavoro. Avessimo fatto una brutta prestazione di paura… però la partita l’hai fatta, tuttavia devi far gol.”
“Non parliamo di chi non c’è”
Sul tema degli infortunati, Conte non si è nascosto, ma ha invitato tutti a guardare avanti:
“Non parliamo di calciatori che oggi non ci sono, se no dovremmo mettere anche Lukaku in mezzo. Non è giusto nei confronti dei ragazzi che stanno facendo tutto bene e hanno assorbito la botta di Kevin De Bruyne. A livello numerico facciamo fatica, perché già eravamo un po’ tirati a centrocampo. Adesso, senza KDB, dobbiamo tirare un pochino la cinghia e trovare soluzioni con Elmas, e anche Gilmour diventa importante in questa situazione. Però ha questa problematica al pube che è ritornata in estate.
Si può essere ambiziosi quanto si vuole a parole, ma poi bisogna fare un percorso. E il percorso dice che quest’anno dobbiamo affrontare una situazione nuova, non solo in campo ma anche fuori, perché i calciatori non si allenano e bisogna essere bravi a gestirli al meglio sotto ogni punto di vista: medico, fisioterapico e di recupero.”
“Il Maradona deve infiammarsi con noi”
Infine, un appello all’ambiente e al pubblico azzurro, che Conte vuole sempre più vicino alla squadra:
“Sinceramente penso che i ragazzi abbiano dato tutto. Ho visto occasioni importanti, e inevitabilmente in queste partite, se le sblocchi, diventano un’altra storia. Nel secondo tempo ho visto occasioni clamorose da parte nostra, penso a quelle di Frank, Scott, Højlund… Gol che, se li fai, finisce 3-0 e parliamo di una grandissima partita del Napoli. Però non li fai, eh…
Il Maradona si deve infiammare e ci deve far infiammare. È importante che ci sia sempre questo connubio. Noi ce la mettiamo tutta e ce la stiamo mettendo tutta, poi ci riusciremo o non ci riusciremo, ci sarà chi dovrà giudicare e prendere eventualmente delle decisioni.”
Un punto che sa di occasione sprecata, ma anche di crescita. Il Napoli di Conte non arretra, anzi rilancia: crea, comanda, soffre senza snaturarsi. Il gol non arriva, ma resta la sensazione di una squadra viva, consapevole e sempre più fedele alla sua idea di calcio.
