Gasperini è davvero un allenatore fenomenale. Riuscire a far fare un terzo di campionato al vertice ad una squadra che, esattamente con gli stessi calciatori (eccetto Wesley al posto di Angelino), lo scorso anno di questi tempi si giocava la qualificazione alla Mitropa Cup, dimostra davvero che è un mago. Resta sempre un professionista del singulto sincopato, ma questo è fatto marginale rispetto alle sue doti di necromante e di risuscitatore di trapassati. Quindi complimenti a lui per aver portato la Roma a vincere il titolo di Campione di Autunno Avanzato. Non poco per una squadra piuttosto mediocre con poche individualità di livello ed una legione di scartine alla faccia del miliardo-e-passa di patrimonio della società proprietaria, società che evidentemente ha molto interesse nel tirare acqua da quel pozzo senza fondo che sono le tasche dei tifosi e poco in quello di costruire una multinazionale solida e duratura. Quindi evviva Gasperini che è riuscito in questa impresa improba di giocarsela ad alto livello in questo inizio di stagione e speriamo sinceramente che possa proseguire di questo passo. Che di Milan, Inter e Juve, sotto Piacenza se ne ha abbastanza e chiunque riesca nell’ardua missione di mettere le palle in testa a queste tre squadre avrà fatto del bene al movimento calcistico nazionale.
Purtroppo la partita di ieri non rende molto ottimisti in questo senso, dunque per il Gasp, riprendersi questo primato in classifica durato al momento quanto la vita di un muschillo dell’alcool e portarlo fino in fondo al campionato, più che un’ardua missione sembra un tentativo di spostare l’Everest con una carriola. Naturalmente ci auguriamo con tutto il cuore, nell’eventualità non remota del mancato bis del Napoli, che Gasperini riesca in questo, che più che un fatto storico rappresenterebbe una vera svolta epocale per lo sport tutto. Allo stato attuale manco il Leicester di Jamie Vardy vincitore della Premier era così impronosticabile come una Roma Campione d’Italia 2025/26. Ma, come detto, lo speriamo per loro e per chi sogna un futuro più equo.
Per tornare alla partita di ieri, visto che questa è pur sempre una rubrica che parla del Napoli, dicevamo che non lascia molte possibilità di ritenere la Roma una delle favorite. Il Napoli ha fatto il minimo sindacale, apparendo totalmente dominante per l’intera partita (un solo, vero tiro in porta della Roma a tre minuti dalla fine) e lo ha fatto, tra assenti e ciaccàti in panchina, senza questi giocatori: Meret, Spinazzola, Gutierrez, De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Politano, Lukaku. La difesa a tre, con questi tre, è molto solida. Rrahmani è indiscutibilmente il miglior centrale in Italia di questo momento. Possiamo fare a meno di De Bruyne e forse anche di Anguissa, ma non di lui (andare a contare i gol presi con e senza la sua presenza in campo per comprendere). Lobotka e McTominay in condizione appena decente, fanno carne di porco di chiunque e l’attacco a 3 sta dando grandi soddisfazioni, soprattutto perché Neres è, evidentemente, un top player. Le incognite sono rappresentate soltanto dagli uteri stroboscopici di alcuni, anzi di pochi, anzi di un solo elemento. Si spera, anzi si prega, che i risultati arrivino non tanto per i trofei che portano in dote, ai quali cominciamo perfino ad abituarci, quanto per non dover sentire più altri orrendi piagnistei destabilizzanti e mortificanti per sé, per i calciatori e per l’intera piazza
