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: Napoli-Sassuolo 1-0

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: Napoli-Sassuolo 1-0

Evidentemente ci sfugge qualcosa. Diciamo pure che non sorprenderebbe affatto che Antonio Conte ricorresse alla paraculissima strategia per cui la miglior difesa è l’attacco, ma l’intervista rilasciata prima della partita da lui e, parzialmente, con toni più urbani e meno supponenti, dal suo vice Stellini sembra vogliano riversare eventuali responsabilità della catastrofe sanitaria in corso su coloro che dovrebbero invece essere quelli che il danno lo stanno subendo. Il “chiedete ai medici” del primo ed il “si devono acquistare giocatori” del secondo, sono infatti una tra due cose: o l’espressione impudente e insopportabile della maschera bronzea che ormai il tecnico e per subordinazione il suo staff hanno deciso di indossare per tentare di nascondere errori di impostazione oppure, ma in quel caso ci piacerebbe saperne i dettagli, la presa di posizione ufficiale di contestazione di una inadeguatezza tutta da dimostrare di una società che in due anni ha speso ben oltre 250 milioni per costruire una squadra con i calciatori richiesti attraverso esborsi tutt’altro che contenuti, salvo poi vederli stramazzare al suolo come piccioni in un campo di tiro con la carabina (quando non lasciati a fare le feligne in panchina facendo scaldare a bordo campo per eventuale sostituzione pure Tommaso Starace).

 

Che non sia il nostro anno è ormai altamente probabile. Il fatto che non lo sia per motivi tutt’altro che tecnici lascia però molta amarezza. Il Napoli, come individualità e in formazione tipo se la gioca con ottime probabilità di successo con l’Inter e dà una discreta vrancata di punti a tutte le altre. Fino a un certo punto della stagione, l’ecatombe è riuscita perfino ad essere un elemento stimolante di narrazione, uno di quelli per cui il “cosa sarebbe accaduto se…” non sembrava affatto stucchevole rimpiantismo e diventava un esaltante plot point del racconto grazie al sudore lasciato sul prato dai superstiti. Al tintinnare della campanella che ha segnato l’esatta metà del campionato, vedere schiantarsi sul terreno tre calciatori nella stessa partita dopo averne vista un’altra decina avere a turno la stessa sorte nei cinque mesi precedenti, comincia a essere lievemente irritante. E la lieve irritazione si trasforma in impetigine bollosa se chi ne è principale responsabile comincia a lanciare raffiche di dita puntate su colpevoli che colpevoli non sono e che soprattutto non hanno voglia e utilità nel difendersi pubblicamente come lo staff medico e la società. 
Se questo è lo scotto da pagare per avere uno dei tecnici più capaci e geniali va bene. Ma perché ciò abbia un senso si deve avere la certezza di vincere in maniera continuativa. Quando questo accade più saltuariamente e perfino quando si comincia a vincere “male” come nella partita appena giocata, negli occhi del tifoso medio (notoriamente stupido non per carenza di intelligenza ma per assenza giustificata di razionalità) l’abilità e la competenza smettono di essere carte di credito per il futuro e cominciano ad essere cambiali pronte ad essere protestate.

 

Esattamente come abbiamo appena fatto in questa analisi. Perché ricordiamolo, giornalista-tifoso è un ossimoro, la migliore delle ipotesi è che il tifoso possa anche, casualmente, essere giornalista