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: Napoli-Cagliari 1-0

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: Napoli-Cagliari 1-0

Cosa abbiamo imparato dalla/e partita/e di sabato:

  • non siamo la schiacciasassi del primo scudetto, ma non siamo neanche la molla stirata del secondo. C’è un sostituto per ogni ruolo e se giocassero 11 seconde linee, la squadra sarebbe meno forte dei titolari e non una squadra da metà classifica in serie B come sarebbe accaduto lo scorso anno.
  • Conte è giusto un paio di grammi meno focalizzato sul proprio ego e sui rischi che questo corre quotidianamente. Ci mancherebbe altro che lo fosse. Si è presa una squadra vincente e la si è resa indubitabilmente più forte. Al primo intoppo serio si sono messi sul tavolo 50 milioni per riparare al danno. Se quest’anno se ne esce con qualche “però” che riguarda la società, l’unica speranza che gli rimane di conservare un barlume di onestà intellettuale è un TSO al Frullone
  • il Cagliari è una squadra veramente cazzuta ed il fatto che ad allenarla sia un napoletano dei quartieri spagnoli mi solletica una simpatia che non ho mai avuto per questa squadra, vuoi per i Cellino del passato, vuoi per i cori demmerda che ci riservano i loro tifosi da decenni. Per tornare al Pisacane, un ragazzo per cui faccio un tifo sfegatato, mi ha definitivamente fulminato il cuore quando a domanda “i tuoi parenti ai quartieri spagnoli hanno chiuso i loro locali di street food per venirti a vedere?”. Risposta: “Non lo so, sono concentrato sulla partita”. Per la serie: “hai suonato il mandolino mentre mangiavi una pizza con le mani ballando la tarantella a piedi nudi nei vicoli indossando la maschera di pulcinella?”. Risposta “Mavaffanculo”.
  • le squadre in lotta per lo scudetto, di punti per strada ne hanno già persi male dopo due partite. Le sconfitte di Milan con la Cremonese e Inter con l’Udinese sono una gioia per gli avversari ma dovrebbero essere un’allerta per tutti. Le vittorie striminzite di Napoli, Juve e Roma con Cagliari, Genoa e Pisa dicono più o meno le stesse cose delle batoste delle milanesi. Di partite orrende con un calcio bloccato e irritante ne vedremo a centinaia, in barba ai vari “rivoluzionari” del calcio che hanno fatto godere migliaia di persone ma hanno miseramente fallito. Se oggi Sarri allena una squadra abbastanza disastrata come la Lazio, De Zerbi fa poco più che il cazziatore seriale in un Olympique Marsiglia che partecipa a un campionato dove si gioca per il secondo posto e in Europa non si conta una ceppa, se Giampaolo è passato da “maestro” a professionista delle trombature, collezionando più esoneri che vittorie, se Italiano continua a fare bene ma non trova nessuno di veramente importante pronto a scommettere su di lui, molto probabilmente vuol dire che il Guardiolismo non è merce esportabile. Personalmente continuo a preferire il gioco, l’eloquio e l’approccio relazionale di Sarri a quello di Conte, devo anche constatare mestamente che la maglia con la pezza a tre colori attaccata sopra l’ho potuta comprare grazie al secondo mentre del primo mi restano solo eterei ricordi che svaniranno con me, mentre la mia maglia con lo scudetto la potranno indossare ancora i miei pronipoti sovrappeso.