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: Juventus-Napoli 3-0

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: Juventus-Napoli 3-0

Cosa dovrebbe esserci di più deprimente per un tifoso del Napoli di una sconfitta con la squadra pluripregiudicata, vieppiù sonora nel punteggio e pericolosissima per la classifica?

Eppure… sarà stato l’impegno profuso da questi ragazzi già cotti ben oltre il limite della prostrazione; sarà stata l’intervista di Conte fatta di composta rassegnazione dove l’alibi ha smesso di essere argomento ed è diventato semplice rumore di fondo (già manna dal cielo); sarà stata l’ennesima dimostrazione di imbarazzante complesso di inferiorità identitario dei 50mila apolidi, che per percularci (pur con sacrosanto diritto, visti i sedimenti clastici accumulati sull’ultimo risultato decente contro di noi) non hanno altro mezzo che intonare la nostra canzone-simbolo; sarà stato l’inedito giubilo scomposto dei giovani calciatori juventini che, anime pure, non conoscono il dominio pezzotto dei loro predecessori ormai sepolto da multiple sentenze passate in giudicato, che si sono lasciati andare in commoventi scene da Davide che sconfigge Golia, laddove per decenni, nelle rarissime ma appagantissime occasioni capitate a parti inverse, i nostri reagivano con la stessa incontenibile gioia sentendosi Harry Potter che sconfigge Voldemort, o se preferite Frodo che annichilisce Sauron, oppure Eliot Ness che arresta Al Capone. 
Al di là di valutazioni giustificatorie, la juve ha vinto con merito. Peccato per la prestazione dei nostri Milinkovic-Savic, Rrahmani, Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Neres e Politano, decisamente al di sotto delle aspettative, seppure con un Lukaku in forma smagliante e un Meret con la fisicata da superallenamento pronta a ruggire al cospetto degli avversari.

Per riassumere, diciamo che era una partita quasi segnata. I più ottimisti tra i nostri potevano sperare in un colpo di mazzo. La squadra scesa in campo ieri, già di per sé composta da seconde e terze linee e con titolari ormai al limite del collasso cardiocircolatorio, non avrebbe potuto sperare in un dominio sul campo neanche se Agricola fosse stato dei nostri. Poco conta se la Juve di oggi ha come uomo simbolo Locatelli e come punta di diamante coso… quello… non mi viene il nome… ah sì, Nessuno. Diciamo che una squadra appena decente, contro il nostro 11 di ieri, sarebbe dovuta uscire con la vergogna tatuata nell’anima se avesse portato a casa meno di un paio di gol di scarto a proprio vantaggio. Mettici anche che gli 11 leoni da giardino oggi hanno un addestratore coi controcazzi, capace davvero di far giocare a calcio anche dei bonobo col catarro (sì, fare i complimenti al Certaldino è complicato, ma inevitabile), e la frittata è fatta.

Cosa ci resta?

Poco, purtroppo. Ma una cosa su tutte: questa stagione calcistica è assolutamente inclassificabile. Al massimo, i professionisti del senno di poi potranno lamentarsi a fine anno di fatti assolutamente irrilevanti, ma al cospetto della realtà contingente solo un idiota può assegnare colpe a singoli soggetti (diciamo che i preparatori atletici qualcosa la dovrebbero spiegare, ma per ora teniamoci la sfiga come unico carnefice).
Ah, ci resta un trofeo. Piccolo, il più piccolo, ma pur sempre un trofeo. Nulla al cospetto del triplete che porteranno a casa i nostri avversari di ieri, ma pur sempre un po’ di metallo luccicante da esporre in bacheca.

Quindi, almeno da queste parti, ci si toglie il cappello e si dice “grazie” a tutti, perfino dopo una sconfitta per 3-0, perfino se questa sconfitta è arrivata con la Juventus.

PS: cari juventini, non fate i permalosi. Si sgherza! Per vattere quando sei incudine bisogna usare quello che c’è.