Oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta: parliamo di arbitri che sbracano, di VAR che deragliano, di Conte che canna l’ennesima intervista, di Vergara che ritorna ad essere umano, di trasferte vietate, di giornalismo grottesco, di ex arbitri scappati di casa, di assortimento di figure di merda televisive, di infortuni da corso di Laurea in Traumatologia, di Hojlund che segna al 97° il rigore-vittoria sbagliando a tirarlo, di Juan Jesus che tenta di farsi buttare fuori ogni santa settimana senza riuscirci ma ci riesce senza alcuno sforzo nell’unica partita in cui ha dispensato solo baci e carezze?
No, oggi no. Oggi terremo una lezione di vita gratuita. Ovviamente non è rivolta a chi della vita sa già tutto. Non possiamo insegnare nulla a chi è già esperto di ogni cosa. In realtà non possiamo insegnare nulla a nessuno, ma se c’è una cosa che ormai è assolutamente chiara, è che se non provi ad impartire le tue lezioni e a sermoneggiare le tue verità, a questo mondo non sei e non sai un cazzo. Voi esperti siete dunque dispensati dalla lettura, per i restanti, silenzio e state tutti e due seduti.
Come argomento introduttivo invito a rileggere l’elenco iniziale con attenzione, c’è una sfilza di persone e di categorie intere, tutte legate allo stesso ecosistema che è quello del calcio italiano, che in un solo week end ha commesso errori con un tasso di influenza sugli eventi variabile. In un solo breve elenco ci sono decine e decine di soggetti che hanno lisciato nei rispettivi ambiti. In taluni casi gli errori sono stati marchiani, in altri veniali ma quasi sempre sono stati plurimi. Meglio non tentare di approfondire per non fomentare vittimismi e complottismi, se tra questi errori ve ne sono stati di commessi in malafede.
Alessandro Buongiorno è un calciatore forte, un ragazzo splendido, un difensore in determinati momenti insuperabile (prego ricordare le prime dieci giornate dello scorso campionato) ma è anche una persona. E non si limita ad essere una persona come le altre… è una persona perbene. Tra i tanti che tra uno sghignazzo (perché alla fine si è vinto) ed una cattiveria (perché se sei un poveraccio, essere stronzo è la cosa più a buon mercato), c’è perfino chi mette in mezzo fragilità emotive e/o psicologiche di cui non dovrebbe fregare un cazzo a nessuno, a maggior ragione se il massimo della competenza nell’ambito dei disturbi mentali è lo stress da traffico feriale. Buongiorno è in un momento di forma altalenante ed è sottoposto come quasi tutta la squadra ad un livello di pressione fisica e psicologica mostruoso a causa della impossibilità ad avere un turnover decente. Attenzione, quella dei difensori, soprattutto i centrali, nella stragrande maggioranza dei casi non è una categoria soggetta ad entrare nelle rotazioni. Ma non dover partecipare alle rotazioni è molto diverso dal non poterlo fare. Probabilmente i suoi continui infortuni iniziati dalla metà dello scorso campionato, hanno minato delle certezze che il ragazzo aveva acquisito ed è solo a causa di questo che il suo rendimento è calato insieme alla sua soglia di attenzione. Ma c’è un dettaglio che tutti sembrano dimenticare: Buongiorno ha già dimostrato di avere un talento raro e l’equazione che ne consegue è elementare quanto ovvia: un giocatore scarso può diventare forte col duro lavoro; un giocatore forte non può diventare scarso, al massimo può attraversare un momento di difficoltà.
Alessandro Buongiorno in questa partita ha commesso DUE errori.
Non rompetegli le palle.
GIÙ LE MANI DA ALESSANDRO BUONGIORNO
