“De Bruyne e Lang si presentano: il nuovo Napoli prende voce”.
Nel cuore del ritiro di Dimaro, il nuovo Napoli comincia a trovare voce attraverso i protagonisti di un’estate intensa e ambiziosa. Tra applausi, entusiasmo e aspettative altissime, tocca ai volti nuovi raccontarsi: Kevin De Bruyne e Noa Lang, due dei colpi più scintillanti di questo mercato, si presentano alla stampa. Motivazioni, prime impressioni e fame di vittoria al centro delle loro parole, mentre l’azzurro comincia già a calzare a pennello.
Kevin De Bruyne: “Napoli scelta migliore”
“A Napoli per un progetto ambizioso, voglio dare il mio contributo e dal punto di vista della competitività, Napoli era la miglior opzione. Nonostante sia campione in carica, la società ha investito tanto, quando il direttore mi ha illustrato il progetto, mi ha subito entusiasmato. Rappresenta la scelta migliore per me e per la mia famiglia.”
Sulle aspettative in Serie A ha chiarito:
“È un campionato competitivo, sarà importante adattarsi. Il Napoli è una squadra diversa rispetto a ciò a cui sono abituato, ma sono tranquillo: ho tempo e voglia per farlo.”
L’ex Manchester City ha aggiunto:
“Ho passato una vita in Premier, sarò un giocatore del City a vita ma cercavo una nuova sfida. Questo progetto mi offre la possibilità di poter giocare ancora ad alto livello. Voglio essere performante, aiutare la squadra a crescere e migliorare a mia volta.”
Sui contatti prima della firma, ha svelato:
“Ho sentito Lukaku, lo conosco da quando avevo 13 anni, e Mertens. Mi hanno parlato bene di tutto, ma la scelta è stata mia, condivisa con mia moglie e i miei figli.”
Sul numero 10 (apparso sui pantaloncini dell’allenamento), nessun equivoco:
“Sapevo che era di Maradona ed era stato ritirato. La pressione c’è sempre, il numero non ti fa cambiare la percezione quando la squadra è cosi grande, Maradona è una leggenda, ha fatto la storia: sono grato e orgoglioso ma io voglio dare me stesso.”
Sulla trattativa ha ammesso:
“C’erano altri club, ma Napoli era l’opzione migliore sotto tutti i punti di vista.”
E su Conte:
“Non ho parlato ancora molto con l’allenatore, abbiamo fatto un paio di sedute in campo in cui ci siamo parlati, ma in campo, però lo conosco perché ha allenato Chelsea e Tottenham in Premier, anche se allora giocava a cinque ed è diverso rispetto al nostro modulo attuale. So quanto sia tattico ed è uno tra i migliori degli ultimi dieci anni, tra 5-6 settimane che inizierà il campionato dovrei essere pronto. Servirà l’aiuto di tutti in questo progetto.”
In chiusura, qualche battuta sulla Champions e sulla posizione in campo:
“La gioco da dieci anni. L’obiettivo è fare un buon cammino. E sul ruolo? Conta più l’interpretazione degli spazi che la posizione fissa.”
Sull’Italia e il contesto napoletano:
“Non ho imparato ancora una parola in particolare di italiano e napoletano, ho intenzione di prendere lezioni di italiano insieme a mia moglie: credo sia importante imparare la lingua del posto. So che qui è tutto più passionale e anche se sono introverso, mi adatterò. È amore, ed è una cosa positiva.”
Dopo le parole misurate e riflessive di De Bruyne nella giornata di ieri, oggi è toccato a Noa Lang portare energia e spensieratezza, mostrando già il carattere frizzante con cui intende affrontare la sua avventura napoletana.
Noa Lang: “Sono qui per vincere”
Nella giornata di oggi è toccato a Noa Lang mettersi davanti ai microfoni. Un giocatore di talento e personalità, che ha subito chiarito:
“Amo dribblare, segnare e far segnare. Sono il tipo di calciatore per cui il tifoso viene allo stadio. C’è stata la possibilità di arrivare al Napoli già l’inverno scorso ma il PSV non mi lasciò partire. Questa estate ho insistito: volevo fortemente venire, insistevo anche con il mio agente.”
Sul metodo Conte non si è nascosto:
“La mia prima parola in italiano è stata ‘Sono stanco’. In Olanda si lavora tanto con la palla, qui c’è tanta corsa. Ma è giusto così. Voglio uscire dalla comfort zone.”
Sull’ambiente napoletano, con un sorriso:
“Due giorni in città mi sono bastati per capire l’amore della gente. Le bandiere ovunque, non c’è paragone con l’Olanda.”
Lang è anche artista musicale:
“La musica mi fa stare bene, mi piace farla nel tempo libero, ora penso di dover chiedere il permesso alla società.”
Riguardo ai paragoni con Kvaratskhelia:
“Lui è fortissimo, ma io sono un giocatore diverso. Voglio scrivere la mia storia.”
E sullo scudetto:
“Mi renderebbe molto felice se dovessimo vincere lo scudetto. Sono stato già campione cinque volte in Belgio e in Olanda. Un sogno che si avvera, ma dobbiamo fare le cose passo dopo passo dobbiamo fare le prestazioni con continuità.”
Smentito il flirt con il Milan:
“Tutto ingigantito dalla stampa, non c’è mai stato nulla di concreto. Amo l’Italia da sempre: il popolo, il cibo, la cultura. Non vedo l’ora di scoprirla.”
Alla domanda “Che titolo daresti alla tua avventura a Napoli?” ha risposto secco:
“Sono qui per vincere, potrete fare ciò che vi pare con questa dichiarazione ma è la verità”.
Sulle sfide del campionato:
“In Italia si marca molto, ma sono abituato. Anche in Champions mi raddoppiavano. So come gestirla. Voglio diventare più completo, anche in fase difensiva.”
Conte lo sta già plasmando:
“Sin dalla prima telefonata, Conte mi ha subito parlato di tattica, ancor prima che prendessi una decisione definitiva di venire, mi aiuterà a crescere”
Infine, su De Bruyne e… Geolier:
“Allenarmi con Kevin e Romelu è un onore. Mi stanno aiutando a diventare un giocatore più completo, c’è già una bella connessione tra di noi e non vedo l’ora di giocare insieme a loro. Con Geolier ci siamo conosciuti, vediamo cosa succederà in futuro.”
Due volti diversi, due approcci complementari: l’esperienza silenziosa di De Bruyne e l’entusiasmo vivace di Lang. Il Napoli di Conte comincia a prendere forma, tra carisma, qualità e una voglia di riscatto che si legge negli occhi dei nuovi arrivati. A Dimaro, il futuro ha già cominciato a parlare.
