
Cosa ci ha detto Napoli-Torino? Innanzitutto che il Napoli ha iniziato il proprio percorso per il reintegro di alcuni dei suoi lungodegenti: Anguissa, De Bruyne (ora si aspettano solo Neres e Di Lorenzo). Poi che il gruppo è unito attorno al suo conducator Conte. La formazione iniziale con la preferenza di Jesus a destra in vece di Beukema – a sinistra c’era il redivivo Olivera – conferma la duttilità tattica dell‘allenatore salentino che temeva la presenza di Zapata. Di Simeone si occupava Buongiorno, il vero Buongiorno che è apparso di nuovo in forma smagliante. A centrocampo svettava Billy Gilmour che dialogava con Elmas dettando i tempi di inserimento per gli esterni e le sponde per Hojlund. Politano-Vergara a destra ed Allison-Spinazzola a sinistra si raccordavano creando gli uno-contro-uno. Nella ripresa il subentro di Anguissa liberava Elmas sotto punta ed alla prima occasione il montenegrino si ricordava il suo primo mestiere. L’entrata di Kevin De Bruyne – acclamata dall’intero catino del Maradona – portava fosforo tattico, ma anche un recupero sontuoso del belga su un contropiede granata. Otto giorni ancora per il match casalingo contro il Lecce ci diranno se Anguissa metterà ancora benzina nelle gambe apparse alla fine affaticate, De Bruyne invero dovrà trovare solo minuti nelle sue di gambe, che già appaiono brillanti. Per il Cagliari – fuori casa – ma soprattutto per Napoli-Milan di Pasquetta (?) pensiamo si possa vedere il vero Napoli. Quello che è mancato per quasi tutto il Campionato e nelle Coppe.
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