
C’era una volta i giocatori che parlavano liberamente ed intervenivano alle varie trasmissioni televisive che oggi – come allora – pullulano sull’etere. Ora si centellina tutto perché le squadre di calcio sono brand e le società come il Napoli si riservano anche i diritti d’immagine. C’era nel Napoli almeno la consuetudine della conferenza stampa pre-partita del Mister: da alcune settimane – dopo l’esternazione contiana post-Bologna – anche questa consuetudine viene accantonata. Ma già nelle conferenze stampa precedenti tempi contingentati, una sola domanda e possono fare domande solo poche testate: le stesse, sempre. Unica oasi il post-partita dove nell’area press si sente qualche voce diversa. La domanda – a mio giudizio – da fare è la seguente: giova alla SSC Napoli questo canovaccio ristretto comunicativo? Io penso di no… La ristrettezza degli spazi informativi diretti genera una pubblicistica asfittica e – conseguenza più nefasta – lascia ampio spazio a chi giornalista non essendo può su una semplice chat di Facebook propalare fake a iosa che nella mancanza di uno spirito critico nei fruitori dell’informazione genera danni soprattutto all’ambiente Napoli. Forse un ritorno ad un rapporto più ampio e trasparente con stampa e tifoseria potrebbe portare giovamento anche ai risultati sportivi del club Napoli. I silenzi stampa – od a singhiozzo – non fanno bene nell’attuale società comunicativa.
Vincenzo Aiello
