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Fiorentina-Napoli 1-1, Allegri: «Se usciamo contenti dal campo è un problema. Dobbiamo essere arrabbiati»

Fiorentina-Napoli 1-1, Allegri: «Se usciamo contenti dal campo è un problema. Dobbiamo essere arrabbiati». 

Il Napoli non va oltre il pareggio per 1-1 contro la Fiorentina e Massimiliano Allegri non nasconde il rammarico per un risultato che, per quanto visto al termine dei novanta minuti, non soddisfa il tecnico azzurro. La squadra ha costruito diverse occasioni, mostrando progressi nella gestione del pallone e nella fase difensiva, ma è mancata ancora una volta la necessaria cattiveria negli ultimi metri.

«Abbiamo fatto una buona partita, dobbiamo essere più cattivi sotto porta e chiudere azioni potenzialmente pericolose. Siamo in crescita, ma dobbiamo essere anche molto arrabbiati perché se non siamo arrabbiati oggi, in cui abbiamo avuto tante occasioni per vincere la partita, vuol dire che dobbiamo fare uno step ulteriore».

Un concetto che Allegri ripete più volte nel corso della conferenza. Per il tecnico, infatti, la prestazione non può essere considerata sufficiente se non viene accompagnata dalla capacità di trasformare il gioco prodotto in risultati concreti.

«Abbiamo fatto una partita tecnica. Dobbiamo essere molto più cattivi sotto porta, troppe volte la palla passa in area e non riusciamo a chiuderla. Non basta il 70% di possesso se non concretizzi le occasioni che hai di segnare».

Gli azzurri stanno mostrando segnali di crescita, soprattutto nella fase difensiva, ma secondo il tecnico restano alcuni dettagli da sistemare. «Stiamo migliorando in fase difensiva quando siamo nel blocco basso mentre quando sviluppiamo, ci manca quel pizzico di lucidità e cattiveria».

La richiesta di maggiore attenzione riguarda anche gli ultimi minuti della partita. «Dobbiamo migliorare anche sotto il punto di vista dell’attenzione perché anche oggi nel finale abbiamo concesso delle ripartenze». E sulla possibilità di allenare rabbia e cattiveria, la risposta è chiara: «Ci alleniamo per migliorare tutto. Nell’ultimo minuto e mezzo abbiamo perso palle facili. Non c’è fatica che tenga».

Il tecnico commenta anche il momento del Napoli in classifica e la distanza dalle prime. «Credo che quest’anno sia un campionato molto difficile, con tante squadre attrezzate. Dobbiamo recuperare i giocatori dopo la sosta lavorando mettendoci qualcosa in più».

Sul bilancio delle ultime partite, Allegri sottolinea quanto il risultato condizioni inevitabilmente la valutazione complessiva: «In termini di punti, abbiamo fatto 3 punti in casa e 1 fuori nelle ultime due partite. L’opinione sulla prestazione è dettata molto dal risultato».

Tra i singoli, il mister toscano si sofferma su Rasmus Højlund, autore di una prestazione di grande lavoro ma ancora alla ricerca della continuità: «Hojlund si è impegnato anche oggi, queste sono partite più difficili soprattutto per gli attaccanti, ma deve restar sereno. Si è un po’ intestardito, ma può crescere».

Allegri chiarisce poi la scelta di non inserire Vergara nel finale. «Ci poteva dare una mano, ma ho cambiato idea: mancavano cinque minuti e ho messo dentro Anguissa, che ha avuto di nuovo un risentimento, credo». Mentre sull’ex City: «Ho lasciato dentro De Bruyne che ha qualità e poteva trovare la giocata».

Infine, una valutazione sulla prova di David Neres, tornato a giocare una partita intera dopo un lungo periodo: «L’ultima partita che ha giocato 90 minuti è stata l’anno scorso a gennaio, è passato quasi un anno, quasi come se si fosse infortunato ad un crociato. L’unico modo che conosco è quello di dargli minuti per le gambe».

La pausa delle nazionali diventerà quindi un’occasione per lavorare sulla condizione e permettere a tutti di ritrovare ritmo: «Durante la sosta faremo amichevoli, anche per Beukema, Badiashile e quelli che hanno giocato di meno. C’è il bisogno di avere tutti nelle migliori condizioni».

Il Napoli arriva allo stop con un pareggio che lascia ancora una volta la sensazione di un’occasione persa. Allegri, però, individua con chiarezza la strada: continuare a crescere, aumentare l’attenzione e soprattutto trasformare le occasioni in gol. Perché, come ribadito dal tecnico, «se oggi usciamo dal campo contenti del pari, significa che non va bene».