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Napoli-Arsenal 0-1, Ødegaard decide la sfida al Maradona

Napoli-Arsenal 0-1, Ødegaard decide la sfida al Maradona. 

Solo nel leggere gli uomini a disposizione di Allegri, in panchina, il timore di poter essere una vittima predestinata, riconoscendo a priori la qualità dei vicecampioni d’Europa, nonché scudettati in Premier, si acuisce. È vero, si gioca undici contro undici, ma i panchinari possono ridursi a un solo centrocampista, Vergara, a un solo attaccante, Lucca, e quattro difensori, con Neres più a fare numero che a poter dare il cambio a Politano o Alisson, e con Lang allontanato per motivi disciplinari. Vigilia tormentata più per i tifosi che per l’allenatore, che dall’alto dei suoi trionfi cerca di trasmettere carica e fiducia al gruppo che gli ha comunque regalato una prestazione di ottimo livello al Meazza.

Il rispetto per gli avversari si manifesta in avvio di gara, con i partenopei intenti più a contenere che ad attaccare a testa bassa. È la tattica impostata da Allegri, fondata sulle ripartenze, che appare come unica risorsa per offendere. L’interprete principale è De Bruyne, che riesce sempre a verticalizzare per Hojlund, pronto a fiondarsi verso la rete avversaria. Sulle fasce, Alisson si intestardisce nei dribbling e nei cross, sempre bloccati dalla difesa inglese, non offrendo opportunità all’attacco del Napoli, mentre Politano risulta presente nelle rare occasioni nei pressi dell’area di rigore dei Gunners.

Le opportunità per l’Arsenal non sono poche: al 22′ con Eze, il cui colpo di testa da pochi passi trova un Meret straordinario a deviare in angolo; al 28′ ancora con l’ala sinistra, che incredibilmente spedisce a lato; al 31′ con un tiro-cross di Rice, ribattuto dall’estremo difensore, che, nonostante i fastidi all’adduttore, aveva stretto i denti, risultando il migliore degli azzurri. Era importante, dunque, andare all’intervallo sul risultato di parità.

In definitiva, la superiorità degli uomini di Arteta si era manifestata abbondantemente e le occasioni per replicare avevano prodotto soltanto tiri dalla lunga distanza o qualche rapido contropiede non finalizzato nell’ultimo passaggio.

Al rientro dagli spogliatoi, l’unico avvicendamento è Milinkovic-Savic per il portiere friulano, fermatosi per il problema muscolare. Il Napoli nei primi dieci minuti non supera la metà campo, ma costringe gli avversari a una serie di passaggi orizzontali, con Ødegaard contrastato efficacemente da Lobotka. Fioccano comunque le opportunità per gli inglesi, come al 50′, quando uno scambio tra White e Hincapié manda la sfera oltre la traversa, a distanza ridotta rispetto alla linea di porta.

A questo punto arrivano i cambi, con Vergara e Favasuli, che alimentano speranze soprattutto per la velocità, il primo, e per coraggio, efficacia e grinta, il secondo. Complimenti, soprattutto, per il passaggio dalla Serie B alla Champions League.

Al 70′ altro erroraccio di Rice, che si ritrova al centro dell’area libero di calciare ma, al volo, rallegra la curva spedendo il pallone tra i tifosi. Poi, quando pensi che il risultato possa tenere, la qualità emerge definitivamente con Ødegaard che, per l’unica volta in cui non si trova Lobotka alle spalle, si accentra e, con precisione scientifica, infila Milinkovic-Savic, che tocca la sfera ma non abbastanza da farla scivolare oltre il palo.

Arriva anche la possibilità per il raddoppio degli inglesi, con una ripartenza nella quale prima il portiere e poi Marin, nella stessa azione, respingono i tiri a colpo sicuro di Madueke.

Per gli uomini di Allegri c’è l’opportunità, nel recupero, di pareggiare con De Bruyne che, trovatosi in posizione defilata di fronte a Raya, preferisce il passaggio al centro per Lucca, decisamente in ritardo.

Le speranze erano poche, ma non avere ricambi in panchina, nonostante sia entrato anche Neres con alcune buone iniziative, costa ancora una volta la sconfitta: la terza consecutiva tra campionato e coppa.