
Ferdinando Martino – un dirigente turistico di Castellammare di Stabia – ha scritto un giallo – “L’ombra del Conte (pagg. 343, euro 15, Soncini editore) – ed ha creato un personaggio come il Capitano dei carabinieri Ettore Tancredi, che con il suo fedele maresciallo Calò viene catapultato nel Ponente ligure per l’omicidio dell’ambigua Marina Prati, una donna, – sposata con Ottavio Lamberti, un prof universitario -, che vive la sua vita tra casinò ed avventure ed il cui corpo viene ritrovato a Borghetto Santo Spirito sulla spiaggia. Tancredi ha un suo ‘metodo’ per risolvere i suoi casi che applica anche a questa indagine che la Pm Camilla Rubinacci definisce complessa. Tutti sospettati: il commerciante annoiato Romolo Salani che scappa dalle sue Alpi Apuane al Casinò di Sanremo – ultimo amante della donna -, il commercialista cremonese Urbano Crisanti, figura di mediazione tra il bel mondo e la criminalità organizzata. Ed infine lo sfuggente Conte ‘Teo’ Grimaldo che discende dal suo avo illustre autore del testo ‘Malanima’ che attraverso le concatenazione degli eventi si costruisce una sua teogonia che influenza i suoi adepti. In tutto questo bailamme si inserisce Laganà un rozzo figuro vicino alla Ndrangheta. Tra occultismo nero ed esoterismo d’accatto Tancredi cerca di dare luce ai punti oscuri di un’indagine intricata. Martino con la sua prosa psicologica che cesella personaggi e caratteri non perde il ritmo del genere ed il lettore lo segue fino all’epilogo finale.