Home Calcio Napoli Napoli–Milan 2-0, Conte: “Non eravamo qui per invito. Volevamo onorare lo scudetto”

Napoli–Milan 2-0, Conte: “Non eravamo qui per invito. Volevamo onorare lo scudetto”

Napoli–Milan 2-0, Conte: “Non eravamo qui per invito. Volevamo onorare lo scudetto”. 

Il Napoli supera il Milan per 2-0 e conquista con autorità l’accesso alla finale di Supercoppa Italiana a Riad. Una vittoria pesante, arrivata al termine di una prova compatta, intensa e consapevole, che certifica la solidità del gruppo azzurro nonostante un periodo segnato da assenze e continui impegni ravvicinati. Antonio Conte, nel post partita, esalta la risposta dei suoi e il valore di una serata che va oltre il semplice risultato.

Conte: “I ragazzi hanno dimostrato che volevamo fare una partita seria”

“C’è poco da dire a questi ragazzi, anche perché ribadire sempre le stesse cose è anche un po’ noioso. Quando ti ritrovi a giocare ogni tre giorni, è inevitabile che le energie non siano sempre al massimo. Può capitare di accusare delle battute a vuoto com’è capitato e come capiterà sicuramente anche in futuro, perché la situazione non cambierà da qui a un mese”.

Il tecnico però sottolinea con forza il messaggio lanciato dalla squadra:
“Stasera i ragazzi hanno dimostrato che volevamo fare una partita seria, volevamo onorare quello scudetto che avevamo sulla maglia. Eravamo qui non per invito, ma perché ce lo siamo guadagnato. Ci siamo goduti la serata contro una grande squadra come il Milan, con grandi giocatori”.

Energia e spirito di squadra: “Quando siamo uniti siamo competitivi”

Conte entra poi nel merito della condizione fisica e mentale:
“Stiamo bene anche fisicamente, ma quando accumuli partite su partite ed è inevitabile ruotare sempre gli stessi, qualcosa a livello di energia la puoi perdere. Arrivavamo da partite molto impegnative: Atalanta, Roma, Juventus, Coppa Italia. È normale che alla lunga qualcosa paghi”.

Il riferimento alle difficoltà recenti è chiaro:
“Abbiamo pagato un po’ questo discorso col Benfica in Champions e a Udine. Oggi invece abbiamo recuperato energie e fatto molto bene come squadra. Quando siamo tutti uniti, compatti, con un’energia contagiosa, a prescindere da chi gioca siamo competitivi. E l’abbiamo dimostrato”.

Juan Jesus, Politano, Spinazzola: “Risposte importanti”

Il tecnico azzurro elogia i singoli senza perdere di vista il collettivo:
“Oggi Matteo Politano ha fatto una gara importante, Juan Jesus ha dato risposte importanti, lo stesso Spinazzola. Senza trascurare il rientro di Lobotka, che per noi è fondamentale. Abbiamo due centrocampisti di ruolo e Lobotka, insieme a McTominay, esprime un’importanza enorme”.

E sull’emergenza infortuni:
“Sapevo che quest’anno sarebbe stato complesso, ma non mi aspettavo tutta questa situazione dopo cinque mesi, con infortuni seri di giocatori importanti. Nelle difficoltà dobbiamo restare uniti, forti, coesi, con grande entusiasmo”.

Lukaku e Højlund: “Prima recuperiamo Romelu”

Sul futuro e sulla possibile convivenza offensiva:
“Prima di tutto dobbiamo recuperare Lukaku. È un giocatore di esperienza internazionale, con un peso specifico nello spogliatoio. Averlo con noi, portarlo in panchina, è importante per il gruppo”.

Conte non chiude a soluzioni offensive diverse:
“Quando ci sono tante partite può iniziare uno o l’altro, o anche giocare con due attaccanti come abbiamo fatto con Lucca e Højlund. Oggi stiamo facendo quello che dobbiamo fare, con giocatori che si stanno adattando a ruoli diversi. Elmas ormai lo abbiamo messo dappertutto”.

Verso la finale: “Ce la siamo guadagnata”

Infine, uno sguardo alla finale, contro Bologna o Inter:
“Volevamo essere qui a giocarci la finale. Avevamo lo scudetto sulla maglia e ci siamo guadagnati questa Supercoppa. Sia Bologna che Inter sono squadre molto forti e competitive. Aspettiamo, vedremo la partita. Come dico sempre, che vinca il migliore”.

Il Napoli c’è, con le sue fatiche e le sue certezze. E Conte, ancora una volta, ribadisce il concetto chiave: spirito, unità e identità come armi per affrontare una stagione complessa, ma ancora tutta da giocare.