Per due anni i cittadini hanno denunciato interventi fantasma e zero trasparenza. Dopo l’inchiesta del giornalista Alessandro Migliaccio, ex autore delle Iene, l’Asl Napoli 1 è stata costretta a cambiare: ora comunica in anticipo giorni e strade delle bonifiche urbane.
Dal 2023 la gestione delle bonifiche urbane a Napoli è stata affidata dall’ASL Napoli 1 a ditte private tramite un maxi appalto da 23 milioni di euro per cinque anni, fino al 2028. Un affidamento che avrebbe dovuto garantire efficienza e regolarità, ma che invece si è trasformato in un problema, e non a caso la città è piena di blatte e topi, come testimoniano tanti video virali. Per oltre due anni i cittadini hanno denunciato che gli interventi di bonifica urbana (disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione) erano di fatto invisibili: nessun avviso, nessuna segnalazione e, soprattutto, nessuna traccia evidente dei lavori. I camion delle ditte private passavano – quando passavano – senza che i residenti se ne accorgessero. E se la Asl Napoli 1 si è limitata per due anni ad inviare ai consiglieri delle dieci Municipalità un avviso generico rispetto agli interventi di bonifica urbana senza indicare date precise e strade, il Comune di Napoli ha fatto anche peggio, affiggendo manifesti inutili – spesso anche in ritardo – in cui non si dà nessuna informazione dettagliata ai cittadini.
Questa opacità stride fortemente con quanto accadeva prima, quando il servizio era gestito direttamente dall’ASL con il supporto della Polizia Municipale. All’epoca, ogni intervento veniva comunicato strada per strada e giorno per giorno. I cittadini ricevevano l’avviso preciso di quando e dove sarebbe avvenuta la bonifica attraverso le Municipalità, così da poter chiudere le finestre, ritirare i panni stesi, non parcheggiare le auto su caditoie e tombini e consentire ai tecnici di lavorare in condizioni ottimali.
È stato il giornalista Alessandro Migliaccio a ricostruire questa differenza con un’inchiesta pubblicata sui suoi canali social che ha costretto la Asl Napoli 1 ad inviare, adesso, avvisi dettagliati con l’indicazione precisa di date e strade in cui saranno effettuati gli interventi si bonifica, a differenza di quanto fatto fino a fine luglio, ovvero fino a prima dell’inchiesta del giornalista napoletano di inizio agosto. Migliaccio ha raccolto la testimonianza dell’assessore Armando Simeone, della Quarta Municipalità, che ha confermato come un tempo il servizio fosse gestito con trasparenza e collaborazione istituzionale, e quella di un tecnico disinfettore dell’ASL Napoli 1 ormai in pensione, che ha spiegato nel dettaglio come si lavorava sul campo, insieme ai vigili urbani, e con un rapporto diretto con i cittadini, necessario per poter realizzare gli interventidi bonifica urbana, specie nei quartieri popolari e in zone come i Quartieri spagnoli, dove ci sono tanti bassi. Cosa che, però, non avveniva più da quando il servizio è stato affidato a ditte private con un maxi appalto milionario, almeno fino ad ora, ovvero fino all’inchiesta di Alessandro Migliaccio.
Un giornalismo di servizio che affonda le radici nell’esperienza di Migliaccio, per tanti anni autore del programma televisivo Le Iene, e giornalista che da sempre ha l’obiettivo di mettere i cittadini al centro, raccontando ciò che non funziona e costringendo le istituzioni a intervenire. Con la sua inchiesta, Migliaccio ha costretto l’ASL Napoli 1 a cambiare metodo: oggi finalmente gli interventi vengono annunciati in anticipo, con la pubblicazione delle strade interessate e dei giorni esatti.
Una piccola grande vittoria di trasparenza per i napoletani, che ora possono organizzarsi e verificare realmente che le bonifiche vengano eseguite. Dopo due anni di interventi “fantasma”, la città ha riconquistato un diritto che le era stato tolto: essere informata. E il merito va al giornalismo d’inchiesta che ha trasformato la rabbia dei cittadini in un risultato concreto. Uno dei tanti risultati ottenuti da Migliaccio in pochi mesi, da quando ha deciso di realizzare delle inchieste libere autonomamente e renderle fruibili a tutti sui social attraverso il canale “Alessandro Migliaccio inchieste”. Un impegno per migliorare le cose, dalla parte dei cittadini.
