Una conferenza stampa densa quella di Mister Conte nel pre Napoli-Cagliari ultima partita di questo campionato che per il tecnico salentino è stato il primo all’ombra del Vesuvio. L’allenatore azzurro si è detto rammaricato per non potere essere in campo – per la squalifica susseguente a Parma-Napoli; ndr- ma ha affermato che metterà un cuore in campo ed un altro in tribuna. “È tutto come pochi giorni fa: nessun infortunato ha recuperato totalmente e chi ha giocato ha più birra di chi lo ha fatto solo parziialmente”, ha sentenziato Conte alludendo agli infortuni di Lobotka, Buongiorno e Juan Jesus ed alla possibilità dell’inserimento di Neres dall’inizio per un 4-3-3. Quindi 3-5-2 con i soliti noti e stessa formazione di Parma. Conte ha poi sottolineato che il Cagliari è una buona formazione e che solo rispettandola si potrà batterla, “perché la mia non è solo la storia di uno specialista nelle vittorie: io – soprattutto da giocatore – sono stato specialista anche nelle sconfitte. Ma tutto fa esperienza e bagaglio ed intendo utilizzare ogni esperienza per giungere alla vittoria. Perché c’è pochissima differenza tra un campionato ottimo ed uno meraviglioso”. Il collega del Corsport gli ha chiesto del suo mantra di inizio stagione – “amma faticà – facendogli il verso con un’altra espressione idiomatica partenopea, “ed ora c’amma fa?”. Conte gli ha risposto che quel lavoro che aveva caratterizzato tutta la stagione si sarebbe dovuto concludere con l’ultima appendice, “è ora quel lavoro dobbiamo finirlo”. C’è stato spazio anche per una mozione degli affetti nei confronti dei tifosi napoletani che già a Dimaro avevano creduto subito nella sua gestione, “era la prima volta che mi capitava di ricevere così affetto senza avere dato nulla ed ho cercato di ricambiare con la responsabilità di dovere restituire ciò che mi hanno donato con fatti concreti”. Poi il solito sassolino tolto dalla scarpa affermando che tutto ciò che si era verificato, “non era solo voluto da Conte – scelte, giocatori venduti, etc… – ma che tutto quello che era accaduto è stato voluto da tutto il Napoli”. Finale con la solita domanda sui presunti torti subiti dall’Inter nella partita con la Lazio e con il corrispondente atteggiamento del Var anche con il Napoli che al Tardini si era visto annullare la concessione di un rigore per un fallo presunto su Simeone. Il trainer azzurro ha sottolineato che l’unica volta che aveva parlato del rapporto Var-arbitri era stato dopo Inter-Napoli, “e questo fatto ricorderete scatenò trasmissioni a tema. Ho imparato allora che quando sottolineo io un dettaglio per me c’è un’eco differente rispetto ad altri soggetti”. Il tifoso del Napoli cosa dovrebbe fare secondo Conte, gli ha chiesto un altro collega? “Al di là degli allenatori che passano come i giocatori o le proprietà io penso che debba rimanere sé stesso con la sua passione… “:
Vincenzo Aiello

