Oggi ricorre la Giornata Internazionale della Biodiversità e, mai come in questo drammatico momento per l’intera umanità, ci stiamo accorgendo di che cosa abbia significato turbare profondamente gli equilibri ecologici e far scomparire gran parte del patrimonio naturale del Pianeta.

Come portavoce per Napoli dell’Associazione Nazionale di Protezione Ambientale V.A.S.(Verdi Ambiente e Società) e presidente della Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Bioviversità sento tutto il peso della responsabilità di chi dovrebbe fare di tutto per accrescere la coscienza ecologica e la consapevolezza dell’importanza chiave della diversità biologica per la sopravvivenza umana, ma soprattutto per la difesa del meraviglioso tesoro che abbiamo depredato, anziché custodirlo e valorizzarlo. Bisogna uscire dal vecchio e deleterio antropocentrismo, che tanti danni ha fatto finora e che ha contagiato perfino alcune forme di ambientalismo. Dobbiamo imparare e conoscere e ad abbracciare una visione più globale, che abbiamo non a caso definito – con Antonio D’Acunto – la ‘Civiltà del Sole’. Ma la ‘cura della Casa Comune’ e l’impegno per la salvaguardia dell’integrità del Creato – come ci ha insegnato Papa Francesco – non si può disgiungere da quello per la giustizia sociale e per la pace. Un mondo dove l’umanità sappia riconciliarsi con l’ambiente di cui è parte e non ‘dominus’, utilizzando le risorse ambientali in modo da non incidere sui delicati equilibri che la biodiversità garantisce. Una civiltà dove valori naturali ed umani sappiano armonizzarsi, fermando la crescita illimitata e coltivando uno sviluppo che sia al tempo stesso equo ed ecologico. Ma la biodiversità a rischio non va cercata solo nelle devastazioni ambientali delle foreste e nelle stragi di specie animali.

Va tutelata infatti anche la diversità biologica presente nei nostri territori, perfino nelle nostre città, salvandola dall’ignoranza, dalla trascuratezza e dal dominio della tecnologia cieca e della speculazione selvaggia. Va salvaguardata infine anche la diversità culturale, contro il pensiero unico dominante, la distruzione sistematica delle culture, la forzata sparizione delle lingue e la diffusione globalizzante della ‘monocultura delle menti’, come la chiamava Vandana Shiva. Oggi è il giorno giusto per rifletterci. Abbiamo altri 364 per non dimenticarcelo.