De Luca rinvia a giovedì l’apertura in Campania di ristoranti e lidi balneari. “L’ammuina la fanno al Nord”

da | Mag 15, 2020 | Primo piano

C’è qualcosa che deve averlo messo in allarme e ci va cauto. I super assembramenti al Vomero, sul lungomare e in alcuni quartieri del centro (vedi il Vasto) devono avergli consigliato cautela. E quindi da lunedì in Campania non sarà il “liberi tutti” che scatterà invece a livello nazionale.

Le misure più ristrette sono state annunciate da De Luca durante la consueta conferenza quotidiana in streaming ed ha rivendicato l’intenzione di muoversi in autonomia rispetto alle norme stabilite a livello nazionale.

“Queste linee guida dell’Inail sono incompatibili. La nostra Regione prenderà misure diverse per la ristorazione e le attività balneari. I ristoratori non avranno il tempo per prepararsi. Farò in queste ore colloqui con le camere di commercio, è necessario riaprire tutto giovedì. Se dovessimo aprire lunedì il 70% dei ristoranti non potrà aprire. Ci vorrà sicurezza, mettendo i ristoratori al riparo da sanzioni amministrative. Prendiamoci due/tre giorni di tempo in modo che i ristoratori si attrezzino. Pubblicheremo un video sulle prescrizioni dei nostri sanitari. L’obiettivo è aprire tutti ma aprire per sempre”.

De Luca interviene anche a specificare il perché delle sue decisioni:  “Noi come Regione manterremo l’impedimento ad entrare in Campania da parte delle regioni del Nord, almeno fino a fine maggio non si potrà entrare in Campania se non per motivi di salute o lavoro. Continueranno le misure di controllo in stazioni, aeroporti e caselli autostradali. La fase che abbiamo di fronte è la più difficile. La ‘Fase 2’ comprende mille interessi in campo, da governare non in maniera demagogica. C’è stata una inversione di ruoli in questo periodo: l’ammuina la fanno al Nord, al Sud e in Campania invece c’è rigore in larga misura”.

Sul problema dei tamponi parte all’attacco: “Siamo i più efficienti d’Italia e abbiamo il numero di decessi più basso rispetto alla popolazione residente e anche il numero di positivi più basso. Dal Governo ci ha trasferito un tampone ogni 50 abitanti. In Veneto uno ogni 16 abitanti, mentre in Piemonte uno ogni 19 abitanti. In Lombardia uno ogni 21, nel Lazio uno ogni 25. C’è stato il mercato nero dei tamponi e lo stesso è accaduto con le mascherine di protezione. La Campania è la regione che si è comportata meglio nonostante sia la regione che prenda meno fondi per la Sanità Nazionale in tutta Italia. Questi dati sono indegni, c’è un blocco nordista nei nostri confronti”.

E quanto alle altre attività che potranno riaprire da lunedì: “Le attività commerciali potranno riaprire tranquillamente dalle 7 alle 23, anche nei giorni festivi e quando si vuole. Ripartiamo con barbieri, parrucchieri, centri estetici e poi pensiamo di riavviare anche tennis, ippica e motociclismo senza pubblico. Per le spiagge avremo degli incontri nei prossimi giorni per trovare misure più flessibili, per le seconde case sarà possibile andarci solo se in regione, dove la mobilità è consentita“.

La spiegazione è quindi abbastanza tecnica, ma è chiaro che il governatore non è tranquillo. Troppi, soprattutto i giovani, girano senza mascherina e nel pomeriggio in maniera particolare crescono gli assembramenti. Che in questo fine settimana dovrebbero essere ancor più numerosi. Tanto da spingere, d esempio, il sindaco di Pozzuoli  chiudere per il week end tutti i luoghi tradizionalmente più affollati.

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